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News e idee di Cinetica
15
marzo
2010
0
 

Oracle-Sun: Volume, Valore e Prezzo

Giovedì scorso sono stato ad un evento di Oracle che è stato definito “partner welcome event” e, a parte la pochezza di contenuti e la mancanza di informazioni, ho avuto modo di intervenire dopo l’ultimo speech (quello più indirizzato a i partner).

Vorrei scrivere anche in questo post quello che penso in modo da essere sicuro che il messaggio rimanga da qualche parte.

Il momento di Sun è molto difficile sia per i clienti che per i partner (inutile negarlo): le procedure amministrative e organizzative sono tutte sconquassate ed è necessaria molta pazienza per adattarsi ad un processo che -speriamo- finirà entro la metà di quest’anno.

L’obiettivo del  mio intervento è stato duplice il primo legato direttamente a questo periodo di transizione, il secondo al futuro.

La Transizione

Una transizione fluida e senza troppe rigidità da parte di Oracle aiuterebbe tutti: i clienti, i partner e l’azienda stessa! Imporre gli standard di marginalità e le relative politiche di vendita del software in questo momento è, quantomeno, poco furbo visto che la maggioranza dei commerciali e dei clienti Sun sono abituati a parlare di ferro e non di software o elettrodomestici (all’intervento le ho definite lavatrici ma la traduzione giusta è appliances, parlo dell’Exadata per intenderci).

Purtroppo i prodotti Sun, per quanto validi, non hanno un valore così tanto superiore di quello di HP, Dell o IBM per giustificare un prezzo più alto e quindi, per rimanere sul mercato, è necessario avere un prezzo adeguato e in tempi rapidi (la burocrazia di Oracle/Sun è paragonabile a quella di un ministero!).

Quindi, adesso, serve il prezzo e serve subito se no il cliente compra comunque, compra altro (magari dallo stesso rivenditore) e Sun è l’unica a rimetterci perchè perde un cliente.

Sarebbe da aggiungere anche che non si dovrebbero tagliare linee di business come quelle HDS senza dare alternative a chi vende ma cosa vuoi? invece di vendere uno storage si può proporre al cliente un Exadata… o no? (non mi sono trattenuto, ;-) )

Il Futuro

Per il futuro è tutto più complicato ma spero che Oracle (più qualche povero manager ereditato da Sun) saprà darci le giuste indicazioni. Per ora posso confermare i dubbi di tutti, clienti e rivenditori, sul fatto che la strategia lato hardware è un pò lacunosa.

La questione delle lavatrici (Appliances/Exadata) è abbastanza chiara. In questo caso la Oracle proporrà una soluzioni chiavi in mano fatta di HW, SW e servizi. Il cliente compra una soluzione e, secondo me, cosa c’è dentro il rack non è importante.

L’exadata, e tutte le altre lavatrici, non funzionano sul concetto di avere il miglior hardware ma su un sistema ingegnerizzato come una unica soluzione dove quello che non viene garantito dall’hardware viene assicurato dal software!

Un esempio? l’ASM (banalmente: il volume manager di Oracle): chi se ne frega se i dischi si rompono? ASM ha tutti i meccanismi per proteggere i dati e risolvere i problemi senza fermare i sistemi… e lo stesso vale per le CPU o altre componenti del sistema: esistono software che garantiscono la qualità e la continuità del servizio.

Quindi? quindi è semplice: per fare le appliances basta dell’hardware di serie B. Server anonimi con motherboard taiwanesi. Lo standard degli appliances è questo: basta guardare ogni appliance che avete in azienda e vedere come sono fatti o da dove vengono…. non sarà quasi mai un server dell’ultima generazione prodotto da un vendor principale (perchè costa troppo e abbassa i margini) sarà, come di solito viene definito, un server a volume.

Server a volume o server di qualità superiore?

già, perchè quando mia moglie ha comprato l’ultima lavatrice non ha chiesto che CPU c’era, quanta e quale RAM, quanti PCI, quale connettività, ecc. ma a chiesto che programmi c’erano (intendo, programmi per lavare i panni :-) ), dove era il punto di assistenza più vicino (la lavatrice, se hai figli piccoli, è mission critical), se era facile da usare, meccanismo di carico dei dati/panni, tempi di lavaggio, consumi elettrici e così via?

Scommetto che i clienti fanno domande simili quando comprano un Exadata, cosa gli frega se dentro c’è un HW HP, Sun o Dell? in fondo loro si devono comunque fidare di Oracle… o no?

Quindi il messaggio di Oracle è confuso: Vuole produrre server a volume da mettere nelle lavatrici o server a valore che costano di più ma danno di più?

A me va bene vendere dei server a volume marchiati Oracle ma devono comunque costare poco. Se no va bene anche vendere dei server a valore ma allora devono avere delle qualità di eccellenza per permettere di fare il margine!

L’esempio che ho portato durante il mio intervento è quello dell’iPhone: o hai il miglior telefono del mercato, quello che tutti vogliono, quello ingegnerizzato meglio, quello più bello ed efficiente oppure sei come tutti gli altri!

Il prezzo è in funzione della qualità (o della qualità percepita) e non del solo marchio. Quando Apple è entrata nel mercato dei cellulari lo ha fatto con il miglior telefono del mercato, certo, in competizione con RIM (CISCO?) ma ha lasciato i vari Nokia (HP), Motorola (Dell) e Samsung (IBM) a scannarsi per i telefoni “normali”.

La gente fa la fila per comprare gli iPhone senza un euro di sconto, spesso con contratti capestro, solo perchè è il massimo o forse perhè è supportato dai software vendor, perchè è semplice da usare, perchè fa tutto e lo fa bene.

Quindi la Oracle ci deve dire se vuole fare solo gli appliances o vuole fare dell’hardware di valore (ad alto margine) su cui basare anche i suoi appliances.


10
marzo
2010
0
 

Ecco perchè Compellent ti propone meno dischi

Sono dispiaciuto di leggere post come questi.

Probabilmente, come per sua stessa ammisione, chi scrive quel blog non conosce molto bene lo storage Compellent e magari c’è bisogno di una spiegazione per capire meglio come è possibile raggiungere certi risultati.

Vorrei dire innanzitutto che non conosco l’ambiente di questa particolare trattativa/progetto, ma sono un rivenditore Compellent e lavoro ogni giorno per configurare sistemi.

Prima di tutto noi usiamo il 99mo percentile (come suggerito da Compellent) e non il 95mo. In più consideriamo 177 IOPS e non 220 IOPS per i dischi a 15000 Giri. Utilizziamo inoltre documenti Compellent interni per fare delle configurazioni adeguate. Compellent è davvero (quasi troppo) pignola nella raccolta dei dati del cliente (iops, spazio, latenze, n. di server coinvolti, tipo di carico…etc), quindi mi sembra strano quello che hai scritto.

Compellent, diversamente da NetApp, fornisce Fast Track, Data Progression e Dynamic Block Cache, queste funzionalità aiutano ad ottenere una maggiore performance con un minore impiego di risorse rispetto ai concorrenti. Utilizzandole assieme è possibile raggiungere numeri davvero impressionanti!

Seguimi in questi calcoli: 11 dischi attivi (supponendo che un cassetto con 12 dischi ne abbia uno di spare), raggiungono circa 2000 IOPS ma:

Fast Track

è la capacità di scrivere dati sulla porzione più veloce dei dischi (tracce esterne, circa il 20% dello spazio disco) e ottenere più IOPS e meno latenza.

Se puoi scrivere/leggere dati sulle tracce esterne puoi guadagnare, in pratica, qualcosa come il 15/30% di miglioramento delle performance con una notevole diminuzione della latenza dei tuoi dischi (l’effettivo vantaggio dipende dal numero di server e dalla dispersione delle scritture).

In questo caso Il nuovo totale sarebbe di 2000+20% = 2400 IOPS. ;)

Data Progression

è l’automated tiered storage (non importa cosa tu o la tua compagnia ne pensi ma, se ben implementato, permette un notevole vantaggio). Data Progression, grazie a Fast Track, può lavorare anche su un solo tipo di dischi!

Quindi puoi scrivere dati in Raid10 sulle tracce più veloci e poi farli migrare, secondo politiche e profili, verso Raid5/6 in altre parti del disco.

Con altri produttori devi scegliere in anticipo il tipo di Raid (Raid5 o 6 per risparmiare spazio, Raid10 per avere migliori performance, ma non entrambe sullo stesso volume!).

Non aumentiamo in questo modo le IOPS ma, di sicuro, non le peggioriamo per effetto della scelta di un particolare Raid.

Dynamic Block Cache

La cache di Compellent è piccola (512MB per le scritture in mirror e 3GB a controller per le letture) ma è davvero flessibile e intelligente!

Per ogni LUN puoi scegliere il comportamento della cache e la grandezza del blocco varia dinamicamente tra 2KB e 256KB, significa che il controller alloca lo spazio necessario e non uno prefissato. Nel mondo reale significa che hai più spazio e flessibilità nel gestire i flussi I/O rispetto all’utilizzo di blocchi prefissati.

Spero di aver chiarito al meglio perchè Compellent propone meno dischi dei concorrenti nella maggior parte dei casi.

10
marzo
2010
11
 

Why Compellent proposes fewer disks

Dimitris,

Sorry to see blog posts like this one.

I like your blog and often I read it but, this time I think you have done wrong calculations and the result isn’t very good.

Probably, as per admission, you don’t know very well Compellent’s stuff and you need some help to better understand how it is possible to achieve similar results.

I would like to say in advance that I don’t know this particular deal/customer environment but I’m a Compellent reseller and I work every day to configure systems.

First of all I use 99th and not 95th percentile (Compellent suggests it to me), second I use 177 IOPS per second and not 220 IOPS per second on 15K rpm disks. We are using internal Compellent documents to do the right sizing to be sure to do the right configurations. Compellent is very, very, very – sometimes too picky- in customers data collections (iops, space, latencies, # of servers involved, type of workload and so on) so it seems very strange to me what you are writing.

Compellent, opposed to NetApp, has Fast Track, Data Progression and dynamic block cache and those help to achieve more performance with less resources than competitors, these features works all together to deliver, some time, awesome numbers!

Follow me with my calculations: 11 active disks (I suppose that 12 disks tray means 1 spare) deliver near 2000 raw IOPS but:

Fast Track

it is the ability to write data on the fastest portion of the disk (external tracks, about 20% of the disk space) and obtain more IOPS and less latency (NetApp hasn’t this feature).

If you can read/write data on external tracks you will gain, in practice, something like 15/30% of better performance and very low latencies from your disks (the advantage depends by number of servers and dispersion of writes).

the new total is 2000+20% = 2400 IOPS. ;-)

DataProgression

It is automated tiered storage (its not important what you or your company think about it but, if it is well implemented, it gives very useful advantages). Data Progression works on a single tier of disks too also thanks to Fast Track!

So you can write data in RAID10 on Fastest tracks and then they will be migrated according to policies/profiles to RAID5/6 in other portions of disks.

With NetApp you need to choose in advance the type of RAID (RAID 4 or DP to save space or RAID10 to have better performance, but not all on the same volume!).

We don’t add more IOPS here but there aren’t constraints and less performance due to the use of a certain raid!

Dynamic Block Cache

Compellent’s cache is small (512 MB for mirrored writes and 3GB per controller for reads) but it is very flexible and auto tuned! (BTW, I don’t know the NetApp proposition for the deal you speak about, but if it is a FAS 2040 we are speaking of similar amounts of cache).

You can choose for each LUN the cache behavior and the block is dynamic from 2KB to 256KB, it means that the controller allocates the right space needed and not prefixed blocks. In real world it means that you have more space and flexibility if compared to fixed blocks to manage IO peaks.

I hope I cleared at best why Compellent is proposing less disks than competitors in most of cases.

Doubts, questions or comments? Let me know.

ciao,

Enrico


     
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