Hands on technology day: la presentazione di Scality

Pubblicato da il 08 marzo 2011 in Cinetica, Cloud Computing, Storage | View Comments

Come promesso in precedenza iniziamo a pubblicare le presentazioni che avete visto durante l’Hands-on technology day che si è tenuto lo scorso 23 febbraio.

La prima è quella di Scality: ecco il link per scaricarla!

Compellent: persistenza e risparmio

Pubblicato da il 07 marzo 2011 in Storage | View Comments

Compellent: persistenza e risparmio

La foto qui a lato mostra un sistema Compellent, il primo installato in italia. E’ entrato in produzione nel 2008, da quella data sono successe diverse cose:

  • due aggiornamenti di versione di sistema operativo e nuove funzionalità software,
  • un aggiornamento hardware di controller (dalla serie 30 alla serie 40),
  • due upgrade di dischi FC
  • adozione di dischi SATA
  • aggiornamento switch FC della SAN
  • adozione di dischi SSD
  • adozione di dischi SAS da 2,5″

Tutti gli interventi sono stati eseguiti a caldo senza fermo.

Il cliente non ha buttato via nulla di quello che ha comprato, ha solo aggiunto nuove funzionalità: spazio disco e tecnologie di nuova generazione preservando tutti gli investimenti fatti in precedenza!

Persistenza significa massima libertà di scelta e crescita quindi, in una sola parola, risparmio.

Hands on technology day: Grazie!

Pubblicato da il 24 febbraio 2011 in Cinetica, Cloud Computing | View Comments

Ieri è stata una giornata straordinaria!

L’hands on technology day, il nostro evento annuale, ha vissuto un gran bel successo di pubblico e sono contento di poter dire che tutti quelli con cui ho avuto modo di parlare hanno apprezzato il format e i contenuti. Ho anche raccolto alcune interessanti indicazioni per l’anno prossimo.

Grazie a tutti i partecipanti ed ai partner per il risultato che abbiamo ottenuto.

Spero di non tardare molto con la pubblicazioni dei materiali dell’evento.

Hands on technology day: Compellent per il cloud storage

Pubblicato da il 16 febbraio 2011 in Cinetica, Storage | View Comments

Hands on technology day: Compellent per il cloud storage

il 23 febbraio al nostro evento “Hands On Technology Day: Private Cloud How-To” saranno presenti diversi partner: DellCompellentNetAppBlueCoatScalityVMware.

Ad ognuno di questi abbiamo chiesto di presentarci la sua idea di cloud per darci qualche anteprima su quello di cui parleremo durante l’evento, ecco quindi l’articolo preparato da Gianluca Colombo di Compellent.

chi è Compellent

La Compellent Technology nasce nel 2002 a Minneapolis con l’obiettivo di costruire un sistema per gestione delle informazioni moderno e sempre pronto per il futuro: Storage Center. Compellent ha oltre 3000 clienti in 35 paesi del mondo ed è quotata al NYSE (CML – in fase di acquisizione da parte di Dell).

fluid data

Le informazioni sono l’essenza del business, lo descrivono, lo guidano, lo analizzano. Proteggere le informazioni strategiche, renderle facilmente disponibili è il compito di un sistema storage affidabile. I dati sono in continua crescita ed evoluzione, aumentano costantemente ed “invecchiano” anche facilmente. I dati sono quindi in costante movimento e trovano nell’approccio Fluid Data Management di Compellent l’ambiente migliore per prestazioni, affidabilità ed evoluzione.

la virtualizzazione

Il cuore del sistema costruito intorno all’architettura Fluid Data applica i principi della virtualizzazione al mondo storage. Compellent Storage Center essendo un sistema aperto, flessibile, facilmente amministrabile, efficiente eleva la gestione dei dati dal limitato livello hardware all’alto livello “cloud service”.

Fluid Data Management consente:

  • gestione automatica delle informazioni in funzione della tipologia del dato;
  • bilanciamento dei carichi applicativi all’interno del cloud privato;
  • costante ottimizzazione delle prestazioni;
  • protezione dei dati con storicizzazione e replica all’interno del cloud privato e ibrido;
  • servizio cloud storage completamente indipendente dall’hardware;
  • integrazione nativa con gli ambienti di virtualizzazione VMWare, Hyper-V, Citrix

Scegliere Compellent per la gestione dei dati significa essere sempre all’avanguardia, utilizzare la soluzione più innovativa, ridurre drasticamente i costi di gestione, supportare sempre al meglio gli obiettivi di business aziendali.

Hands on technology day: BlueCoat per accelerare la rete

Pubblicato da il 07 febbraio 2011 in Cinetica, Cloud Computing | View Comments

Hands on technology day: BlueCoat per accelerare la rete

il 23 febbraio al nostro evento “Hands On Technology Day: Private Cloud How-To” saranno presenti diversi partner: DellCompellentNetAppBlueCoatScalityVMware.

Ad ognuno di questi abbiamo chiesto di presentarci la sua idea di cloud per darci qualche anteprima su quello di cui parleremo durante l’evento, ecco quindi l’articolo preparato da Stefano Lamonato di BlueCoat.

chi è BlueCoat

Blue Coat Systems, Inc. è il leader tecnologico nel settore delle reti ADN (Application Delivery Network). Blue Coat offre un’infrastruttura ADN che assicura i livelli di visibilità, accelerazione e protezione,  richiesti per ottimizzare e rendere più sicuro il flusso di informazioni in ambienti distribuiti per ogni utente e su qualsiasi rete in ogni parte del mondo.

un approccio integrato per l’accelerazione delle applicazioni di rete

Le aziende di tutto il mondo stanno diventando sempre più estese e distribuite e il loro personale sempre più mobile. Per offrire al personale un’esperienza di lavoro con tutte le funzionalità di un ufficio, in qualunque luogo e in qualunque momento, le aziende del settore IT devono riuscire ad offrire prestazioni altamente affidabili per le varie applicazioni della rete WAN. Per raggiungere questo obiettivo, sono necessarie soluzioni in grado di migliorare la visibilità e l’accelerazione attraverso un approccio olistico.

reti ADN: trasmissione veloce delle informazioni

L’infrastruttura per reti ADN (Application Delivery Network) contribuisce ad ottimizzare e rendere sicuro il flusso delle informazioni verso qualsiasi utente e in qualsiasi momento nell’ambiente distribuito dell’azienda. Le reti ADN offrono un controllo intelligente e completo in grado di migliorare la visibilità, l’accelerazione delle applicazioni attraverso l’utilizzo delle seguenti tecnologie/funzionalità principali:

Application Performance Monitoring (monitoraggio delle prestazioni delle applicazioni) e WAN Optimisation (ottimizzazione delle reti WAN).

Le reti ADN aiutano quindi a:

  • Monitorare applicazioni e utenti e il modo in cui influiscono sul funzionamento della rete. In questo modo sarà possibile segnalare potenziali problemi a livello di prestazioni prima che si verifichino.
  • Accelerare applicazioni di importanza critica, comunicazioni SSL e altro traffico aziendale.
  • Offrire un’esperienza di lavoro end-to-end altamente efficiente e produttiva

la complessità delle attuali applicazioni aziendali basate sul web

Un’efficace ottimizzazione delle reti WAN e accelerazione delle applicazioni può essere ottenuta solo attraverso un’analisi preliminare delle complesse problematiche riguardanti le prestazioni delle applicazioni che numerose aziende devono affrontare. Per esempio, la tendenza verso il consolidamento dei file e dei dati ha contribuito ad aumentare la richiesta di banda, di produttività e di prestazioni degli utenti. Il personale IT deve inoltre prendere in esame le applicazioni CRM (Customer Relationship

Management) ed ERP (Enterprise Resource Planning) che le moderne aziende utilizzano tutti i giorni per generare entrate e raggiungere i propri obiettivi aziendali. Un numero sempre maggiore di aziende, inoltre, utilizza applicazioni aziendali affidate a terze parti quali Salesforce.com, WebEx,

SAP, Oracle e Sharepoint, nonché servizi per la gestione delle risorse umane, l’assicurazione sanitaria e la retribuzione.

Per accelerare queste comunicazioni è necessaria una conoscenza approfondita della crittografia SSL e delle speciali tecniche di accelerazione. Il problema principale è comunque quello di ottenere tutto ciò senza aumentare i costi dei servizi e delle risorse IT.

A tale scopo è necessario innanzitutto acquisire una conoscenza dettagliata di questi tipi di applicazione e dei loro requisiti a livello di prestazioni.

applicazioni remote e uffici distaccati

Le moderne aziende basate su un ambiente di lavoro distribuito in varie sedi utilizzano un’ampia gamma di applicazioni, comprese applicazioni per file, email, contenuto ad elevata multimedialità, ERP,video/audio-conference. Una connettività permanente e un accesso trasparente alle informazioni abbinati a una distribuzione sempre maggiore del personale e a una retedi partner commerciali rendono sempre più difficile la distribuzione delle applicazioni.

Ecco un esempio di un tipico gruppo di applicazioni utilizzato in un’azienda:

applicazioni esterne: SaaS (Software-as-a-Service )

Gli sforzi sempre maggiori imposti dalla competizione e dalla crisi economica stanno costringendo le aziende di ogni dimensione a ristrutturare le loro attività per consentire al personale di lavorare dovunque si trovi. La gestione del personale mobile richiede applicazioni e database aziendali

a cui sia possibile accedere da qualsiasi punto e in un qualsiasi momento.

Per ridurre i costi di supporto, le aziende si stanno orientando sempre più frequentemente verso formule di licenza software più flessibili che consentano loro di ottenere le applicazioni di cui hanno bisogno pagando in base all’utilizzo. Numerose aziende stanno dunque adottando applicazioni SaaS per far fronte a esigenze aziendali sempre più mutevoli. Tuttavia, senza un’infrastruttura WAN ottimizzata, queste applicazioni spesso non riescono ad offrire le prestazioni e l’esperienza che gli utenti si aspettano. Per far fronte a queste difficoltà, alcune aziende utilizzano un approccio basato un collegamento di rete diretto in base al quale il traffico Web va direttamente su Internet senza backhaul attraverso i server dell’azienda.

tecniche per l’accelerazione delle applicazioni aziendali

Nella maggior parte dei moderni ambienti di rete aziendali vengono eseguite contemporaneamente centinaia di applicazioni, ognuna delle quali presenta problematiche gestionali diverse che dipendono dal tipo di applicazione. Per ottimizzare le prestazioni di questa ampia gamma di applicazioni non esiste un metodo valido per tutte. È innanzitutto necessario analizzare le applicazioni all’interno della propria infrastruttura e le tecnologie di accelerazione disponibili. Dopodiché è necessario stabilire quali tecnologie siano in grado di offrire le migliori prestazioni per le varie applicazioni utilizzate nell’ambiente distribuito dell’azienda.

l’importanza di un’analisi intelligente

Non è possibile gestire ciò che non si può vedere. La mancata visibilità può avere conseguenze catastrofiche quando la rete viene utilizzata da centinaia di applicazioni. Un’accelerazione generalizzata può favorire il traffico di applicazioni ricreative rispetto a quello delle applicazioni di

importanza critica. Per gestire in modo efficace i moderni ambienti IT, è necessario disporre di una solida base in grado di differenziare le varie applicazioni.

gestione dell’ampiezza di banda e traffic shaping

Le funzionalità QoS (Quality of Service) possono essere utilizzate per contenere le applicazioni che disturbano e privilegiare l’utilizzo della rete da parte di un’applicazione o un utente particolare. Il traffico viene quindi inviato rispettando un particolare ordine di priorità e quantità di ampiezza

di banda prestabilite. Sebbene questa tecnica non sia in grado di accelerare tutto il traffico della rete, assicura comunque la precedenza al traffico ad alta priorità. Tuttavia, per sfruttare in modo efficace le funzionalità QoS, è necessario effettuare un’analisi del traffico a livello di applicazioni.

ottimizzazione dei protocolli

L’ottimizzazione dei protocolli contribuisce a far funzionare in modo più efficiente alcuni protocolli come CIFS, MAPI, HTTP, TCP e HTTPS sulla rete WAN. Queste tecniche di ottimizzazione non riducono la quantità di ampiezza di banda utilizzata da un’applicazione ma possono comunque accelerare in modo significativo le applicazioni.

byte caching e compressione

Il byte caching consiste nella memorizzazione su cache di basso livello di piccole parti di informazioni. Le funzionalità di byte caching e di compressione non sono specifiche alle applicazioni ma contribuiscono

comunque a ridurre l’ampiezza di banda per tutto il traffico TCP. Si tratta di strumenti potenti che consentono di inviare aggiornamenti incrementali e di ridurre l’ampiezza di banda per file, email e numerose altre applicazioni.

object caching

A differenza del byte caching, l’object caching interessa specificamente i protocolli e le applicazioni. L’object caching consente di ridurre notevolmente la latenza e il consumo dell’ampiezza di banda fino quasi a ridurlo a zero. Questa speciale tecnologia contribuisce a mantenere una cache

aggiornata e ad accelerare la distribuzione del contenuto.

compressione

La compressione utilizza un algoritmo comune per rimuovere informazioni prevedibili o ripetute dal traffico prima che venga trasmesso. I dati vengono successivamente decompressi alla destinazione sulla base del medesimo algoritmo. Questa tecnica consente di ridurre i dati trasmessi sul link WAN

ma impone limiti alla riduzione della latenza e dell’ampiezza di banda.

reti CDN (Content Delivery Network)

  • Consentono di controllare il movimento dei dati tramite policy e throttling per salvaguardare le prestazioni di altre applicazioni

stream-splitting in tempo reale

  • Singola connessione al media server, condivisa presso la filiale
  • Stream-splitting dinamico o preconfigurato

Media caching

  • Singola memorizzazione del contenuto nella cache per utilizzarlo infinite volte
  • Content caching dinamica (live splitting) o preposizionata (CDN)

rete ADN (Application Delivery Network) Blue Coat

Per aiutare le aziende ad ottenere prestazioni costanti con tutte le applicazioni aziendali, le soluzioni ADN di Blue Coat offrono un controllo intelligente in grado di accelerare e proteggere le applicazioni aziendali di importanza critica.

Grazie alle soluzioni Blue Coat, è possibile ottimizzare le prestazioni delle applicazioni e della rete per ogni utente e per qualsiasi postazione all’interno dell’ambiente distribuito dell’azienda.

Per aiutare le aziende a identificare ed eliminare i problemi che contribuiscono a ridurre le prestazioni, le soluzioni Blue Coat sono in grado di fornire un quadro delle prestazioni delle applicazioni e di aiutare l’azienda ad applicare le tecniche di accelerazione più adatte quando e dove necessario.

È possibile analizzare rapidamente le informazioni e prendere le misure necessarie per migliorare i tempi di risposta relativi all’utilizzo della banda, l’efficienza della rete, la conformità ai contratti sui livelli di servizio e il funzionamento di host e applicazioni.

È inoltre possibile accelerare le prestazioni di tutte le applicazioni client e server e consentire un accesso trasparente agli utenti della rete VPN che lavorano solo occasionalmente in ufficio.

Grazie alla possibilità di scalare le soluzioni in base alle proprie mutevoli esigenze, le reti ADN offrono la flessibilità necessaria per progettare una soluzione personalizzata sulla base delle caratteristiche della propria infrastruttura.

L’azienda potrà così controllare i costi acquistando solo i prodotti e le soluzioni di cui ha bisogno, quando ne ha bisogno.

Sarà così possibile raggiungere le prestazioni richieste dagli utenti per le applicazioni sull’intera rete distribuita dell’azienda, attraverso soluzioni affidabili, uniformi e ad alto rendimento dei costi.

Hands-on technology day: NetApp punta all’efficienza

Pubblicato da il 02 febbraio 2011 in Cinetica, Cloud Computing, Storage | View Comments

Hands-on technology day: NetApp punta all’efficienza

il 23 febbraio al nostro evento “Hands On Technology Day: Private Cloud How-To” saranno presenti diversi partner: DellCompellentNetAppBlueCoatScalityVMware.

Ad ognuno di questi abbiamo chiesto di presentarci la sua idea di cloud per darci qualche anteprima su quello di cui parleremo durante l’evento, ecco quindi l’articolo preparato da Alberto Bardelli di NetApp.

chi è NetApp

NetApp è una compagnia americana; dal 92 leader di mercato, riconosciuta nell’ambito dello storage ed della gestione dei dati e delle informazioni. Siamo più di 8.500 persone nel mondo; quinta in classifica nella lista delle compagnie “best place to work”; presenti in tutto il mondo e riconosciuta dagli analisti come una delle migliori soluzioni prendendo come riferimento la capacità di visione e la capacità di realizzazione.

In Italia siamo 50 con sedi a Milano ed a Roma. Il modello commerciale di NetApp è di avere la massima collaborazione con i propri partner per essere il più vicino possibile al cliente ed in grado di dare la migliore risposta alle esigenze di infrastruttura, integrazione applicativa ed alla virtualizzazione degli ambienti produttivi.

flessibilità …

Ci sono due temi chiave che regolarmente mi trovo a discutere quando incontro i clienti ed i partner.

In primo luogo: “la necessità di essere flessibili, al massimo, rispetto alle esigenze (e quindi alle richieste) sempre in evoluzione”.

Ad ogni organizzazione IT viene affidato il compito di fare oggi le attività con quanto disponibile, seppure queste attività non erano state previste o pianificate anche solo pochi mesi orsono. Ogni organizzazione deve fare una previsione strategica (la possiamo chiamare scommessa ?) di ciò che è necessario mettere in atto nei prossimi 3/4 anni per i principali servizi, le nuove attività, i nuovi applicativi, la pianificazione degli investimenti, l’erogazione più efficiente delle singole attività.

Questa “forbice” fra progettualità a medio e lungo termine e la realtà delle esigenze quotidiane, rende la possibilità di adeguare in corso d’opera le proprie scelte, la propria infrastruttura, le proprie scelte un fattore chiave per il successo della propria azienda, dalla propria capacità di essere competitiva nel proprio mercato, di mantenere l’eccellenza nel proprio spazio.

La flessibilità è l’aspetto di massima attenzione e criticità in ogni scelta che deve essere fatta. Non è possibile riprogettare ogni 6 mesi l’infrastruttura ed i propri piani strategici, ci si deve potere adeguare velocemente, ma con la necessaria consapevolezza e semplicità, efficientemente e sfruttando al meglio gli investimenti fatti nel passato.

Questi fattori giustificano l’esplosione dell’interesse e delle implementazioni di tutte le declinazioni delle architetture virtuali, dove la virtualizzazione diventa il sinonimo di “cambiamenti rapidi”, “flessibilità”, “velocità” e “dislocabilità”.

… ed efficienza

In secondo luogo, l’aspetto più importante è la guida per l’efficienza – ‘”Come posso ottenere gli stessi obiettivi con meno infrastrutture / spazio / alimentazione / raffreddamento / spese generali‘ ?.

Il focus su l’efficienza è un secondo elemento chiave per progettare le proprie scelte; scelte prese dai nostri clienti tenendo presente il necessario vantaggio competitivo nelle attività di produzione o di erogazione dei propri prodotti.

libertà di scelta

Anche solo considerando questi due punti, NetApp è un punto di riferimento irrinunciabile.

Per esempio: “per il mio progetto sarà meglio il protocollo FC, l’ISCSI o magari il NFS ?”,Ma il NFS è un valido protocollo per la virtualizzazione (mi piacerebbe provarlo ma devo scegliere o una cosa o un’altra) ?”

La scelta del protocollo (il FC o lo NFS, l’ISCSI, il CIFS o il FCoE), tradizionalmente è una scelta tecnologia che arriva prima di pensare al proprio progetto. La domanda lecita è: “Posso permettermi di pensare al mio progetto e dopo scegliere la tecnologia ?”. “Se scelgo una tecnologia, sarò limitato nelle esigenze che avrò per l’altro dipartimento …..”

Ribaltiamo il concetto: penso al mio progetto, oggi; definisco la mia strategia, domani potrò dovere cambiare radicalmente i miei punti di riferimento, voglio avere una soluzione che mi permetta di scegliere come e quando voglio il protocollo, lo spazio disco, la tipologica delle meccaniche, il livello di protezione del dato e le politiche del disaster recovery o addirittura della business continuity.

NetApp ti permette ciò, da subito. Con tutte le soluzioni non mi devo preoccupare della capacità in prospettiva sia per quanto riguarda la potenza di calcolo (muscolarità) sia per quanto riguarda di spazio utile.

La soluzione parla tutti i protocolli, nativamente e contemporaneamente (non devo fare altro che attivarli), non devo installare nulla, attivo la funzionalità inserendo solamente un codice.

Penso a ciò che mi serve oggi; domani mi servirà più spazio, lo aggiungerò (scalo orizzontalmente); mi servirà più capacità di calcolo, scalerò verticalmente.

Non dovrò migrare ma solo aggiungere meccaniche o capacità di calcolo.

Semplicità ed attenzione solo agli aspetti importanti per il mio modello di business. Lo storage mi deve rendere libero di scegliere, non vincolarmi, deve essere un facilitatore.

Poi le idee mi vengono in mente: le potrò applicare, testare, tentare, tornare indietro.

Insomma la libertà nelle scelte.

innovazioni strategiche

Pensiamo per esempio alla deduplica (ndr.: tecnica di riduzione del footprint dei dati: dati identici vengono indicizzati e ne eliminate le copie). Per inciso, la deduplica è integrata nella soluzione base di ogni soluzione NetApp (non si paga, c’è !!!).

Il vantaggio della deduplica è incredibile, ovunque ma soprattutto in ambienti virtuali; tante macchine non fisiche, tutte uguali traggono un vantaggio immediato negli spazi occupati (in ambienti virtuali è semplice potere superare un 70% di risparmio di spazio !!).

Posso provare come test a chiedere alla macchina quale sarà il risparmio se applicassi la deduplica, quindi decidere se applicarla o farne a meno. Decido di implementarla, poi voglio tornare indietro, mi bastano pochi click e (chiaramente se ho a disposizione sufficiente spazio) torno indietro nella condizione originale. Che soddisfazione !!

Provate a pensare di fare la medesima cosa con altre soluzioni che concentrano la deduplica verso entità esterne che una volta applicata non permettono nessuna flessibilità. Pensate che difficoltà a prendere la decisione giusta.

Medesimo sistema operativo (ONTAP). Se scalo verticalmente non devo imparare nulla di nuovo; è il medesimo look and feel, cambio il motore ma continuo a guidare come ho imparato con le prime esperienze. Posso imparare qualche dettaglio in più, implementare delle funzionalità nuove o aggiuntive, ma rimango sempre nel medesimo mio ambiente, senza scossoni.

L’altra sfida è la necessità di ottenere il massimo dal proprio investimento, diluire l’investimento alle esigenze, non immobilizzare capitale che non sia direttamente correlato alle proprie esigenze reali ed attuali (proprio di oggi, nemmeno di somani).

Il tutto con la massima attenzione a tutti quegli aspetti che spesso magari non sono tenuti in debito conto durante la fase decisionale (e cioè il reale costo di utilizzo, proiettato nel tempo di ammortamento previsto).

Ormai anche le realtà più piccole sono consapevoli delle funzionalità di thin provisioning. Solo 3 anni fa, gli ISP si ponevano il problema di promettere 1GB di spazio email comprando solo lo spazio realmente utilizzato. Ora la maggiore parte degli utilizzatori sfruttano, in modo coerente, le funzionalità più sofisticate con la naturalezza del day by day.

NetApp propone fin dalle prime versioni del proprio sistema operativo il thin provisionig, cioè in due parole grossolanamente, la condivisione degli spazi non utilizzati dai diversi volumi in uno spazio comune aumentando vertiginosamente la percentuale di reale utilizzo dello spazio disponibile. Ma ormai questa funzionalità è una caratteristica irrinunciabile da parte di chiunque utilizzi lo storage. Soprattutto deve essere implementabile in modo semplice e immediato. Chiaramente è stupendo potere creare una macchina virtuale (o magari utilizzare lo snapshot logico) su uno spazio virtuale, presentando uno spazio virtuale, spostando la stessa dove è meglio che sia con pochi click, non preoccupandosi delle dimensioni ma confidando nella condivisione degli spazi non utilizzati e disponibili.

Consideriamo, come detto, la deduplica, non replico nemmeno un pezzettino delle informazioni, riesco ad occupare meno dello spazio fisico di una macchina virtuale, avendone a disposizione quante ne voglio e ne ho bisogno.

Prevedo di potere avere un contenzioso delle meccaniche (se deduplico, e magari comprimo i dati, tante macchine utilizzeranno i medesimi dischi quindi potrebbero avere il problema di accodarsi per accedere all’informazione) ?

Mi posso appoggiare su una cache flessibile (flexcache) che si auto adatta alle esigenze puntuali che mi fa percepire di utilizzare delle meccaniche allo stato solido quando invece sto utilizzando dei dischi capienti ma lenti (SATA da 2TB magari). Mi diverte sempre il termine boot storm in un ambiente VDI, ma è l’uovo di Colombo quello di creare dinamicamente un tiering delle informazioni, istante per istante, permettendo che chi viene dopo trovi immediatamente le informazioni che cerca trovandole in memoria RAM invece che dal disco.

Questa funzionalità in NetApp prende il nome di Flash Cache e rivoluziona l’approccio alle necessità. Per esempio qualche dato è chiarificatore:

  • 96 (lenti) invece che di 224 unità (veloce) unità
  • Prezzo inferiore del 56% per TB
  • Risparmio energetico del 66%
  • Risparmio di spazio del 59%

Come NetApp, diamo per scontato che l’utilizzo delle copie logiche del dato (gli snapshot) permattono di fare cose incredibili senza utilizzare spazio. Ma è importante ricordare che, 255 copie logiche del dato, senza degrado delle prestazioni, disponibili in lettura o anche in scrittura, permettono di semplificare le politiche di backup, di gestione degli ambienti di test e sviluppo (pensate a SAP), del recupero immediato delle informazioni direttamente da parte dell’utente o permettono di replicare remotamente le informazioni, senza spreco di tempo, spazio o di utilizzo di banda.

il risparmio

Il tutto, chiaramente se, come avviene con NetApp, nasce già integrato con i principali applicativi ed infrastrutture di virtualizzazione.

Tutti questi aspetti dimostrano quindi come la flessibilità e l’efficienza siano punti basilari nella fase di progetto.

Massimizzare l’efficienza mi permette di consumare meno corrente, direttamente ed indirettamente (meno raffreddamento, meno spazio da raffreddare), occupo meno spazio sia nel rack sia sulle mattonelle del laboratorio. Questo è un risparmio immediato, ma è importantissimo considerare il risparmio negli anni a venire, calcolando il risparmio complessivo durante la vita di utilizzo della mia infrastruttura.

Spesso i centri di costo sono diversi (il centro di costo su cui scaricare i consumi elettrici è diverso dal centro di costo diretto dell’IT), in qualsiasi caso è importante unificare i due aspetti, perché l’efficienza è aziendale e non delle singole BU.

Ormai i nostri interlocutori non sono più solamente quelli attesi o, consapevolmente, gli IT manager. Spesso gli interlocutori sono i CFO o i CEO, perché l’efficienza e la flessibilità impattano molti aspetti, fondamentali, della gestione efficace dei dati dei nostri clienti.

il cloud

Un rapido accenno agli aspetti legati al Cloud. Chiaramente sono l’integrazione matura degli aspetti sopra citati (ma non solo, chiaramente ….).

Mi concentro quindi su un aspetto: separo essenzialmente gli I/O e le capacità in entità distinte che possono e devono essere gestite individualmente.

Ovviamente è una semplificazione estrema, ma permette di individuare gli aspetti base della discussione. Pensate per esempio a LDVM (Long Distance VMotion): è la capacità di spostare una macchina virtuale da un sito all’altro anche a grandi distanze.

Un’architettura matura di Cloud si basa sulla massima flessibilità, sulla semplicità d’integrazione, sulla scalabilità degli spazi e della potenza di calcolo, sulla capacità di presentazione delle risorse nella modalità più adatta, nell’integrazione con le infrastrutture di virtualizzazione.

conclusioni

Per quanto detto sopra, le soluzioni NetApp permettono di dare una risposta a tutti questi aspetti e addirittura proporre un nuovo approccio, un nuovo punto di vista,originale e stimolante rispetto al tradizionale. Il Cloud è nato per grandi infrastrutture. Con NetApp, il Cloud è reso disponibile anche alle piccole infrastrutture IT, con naturalezza e con semplicità. Molti nostri clienti utilizzano le tecnologie di Cloud senza nemmeno saperlo, ma questa è la nostra natura: cercare di seguire le esigenze e prevedere delle soluzioni adatte. E’ il nostro mestiere, è il nostro successo.

Avremo modo comunque di incontrarci il prossimo 23 febbraio, così magari ne potremo parlare direttamente, traendo spunto dalle vostre esperienze e discutendo delle vostre esigenze.

Alberto Bardelli: Partner Account Manager in NetApp. Da più di 4 anni in NetApp Italia, arriva da più di 10 anni di esperienza nel mercato dello storage e delle soluzioni del mercato.

Ingegnere, entusiasta della tecnologia, cerca sempre di coniugare gli aspetti commerciali con le soluzioni infrastrutturali.

Hands on technology day: Scality cambia le regole dell’object storage

Pubblicato da il 01 febbraio 2011 in Cinetica, Cloud Computing, Storage | View Comments

Hands on technology day: Scality cambia le regole dell’object storage

il 23 febbraio al nostro evento “Hands On Technology Day: Private Cloud How-To” saranno presenti diversi partner: DellCompellentNetApp,BlueCoatScalityVMware.

Ad ognuno di questi abbiamo chiesto di presentarci la sua idea di cloud per darci qualche anteprima su quello di cui parleremo durante l’evento, ecco quindi l’articolo preparato da Nicola Trudu di Scality.

chi è scality

Scality, con sede a San Francisco e Parigi, e forze di vendite in diversi paesi di tre continenti, è una Societá per Azioni finanziata da diversi VC, nonché dai propri fondatori e dipendenti.

È l’impresa che ha sviluppato il RING, un software di Object distributed Storage estremamente scalabile.

Scality è nata nel 2009 come spin-off di Bizanga, impresa che aveva sviluppato il più evoluto MTA sul mercato, scelto e installato dai piú grandi fornitori di servizi internet e email come Comcast, France Telecom, Telefonica, Tiscali, Cox e molti altri.

Scality vende il proprio software per la virtualizzazione dello Storage a fornitori di servizi Internet e grandi imprese che vogliono costituire clouds pubblici e privati.

l’object storage e il cloud storage

L’object storage é considerato il futuro dell’industria dello storage, che propone un approccio nuovo, gestendo i files come dati non strutturati. Anziché fornire una soluzione orientata in blocchi, che legge e scrive dati in blocks appunto di capacitá fissa, organizza i dati in contenitori con capacità flessibile, chiamati objects, ogni object contiene sia dati che metadati. Solitamente l’ interfaccia utilizzabili con questo tipo di soluzioni permettono comandi quali GET, PUT, COPY, POST e LIST, gestendo un pool di storage di oggetti e metadati.

Il Cloud-Object storage viene utilizzato da imprese e privati come backup ed é utile per molte start-ups che possono sviluppare i propri servizi senza dover affrontare I grossi investimenti necessari a costituire un’infrastruttura privata di tipo standard. Inoltre, viene utilizzato da grossi fornitori di email per immagazzinare volumi enormi di messaggi per i propri clienti. Nei giorni nostri le imprese stanno arrivando a volumi di diversi PBs, ovvero 1000 TBs, qualcosa come 5000 hard drives come quelli che abbiamo nei nostri PC o 20 000  di quelli di un IPAD.

Il software di scality permette di costituire una soluzione di cloud object storage ad altissime prestazioni, a basso costo e facile da gestire, utilizzando server generici, di qualsiasi marca, con all’interno dischi di ogni tipo. Il software RING trasforma tutti questi server in una enorme riserva di storage.

Senza dubbio, vi sono numerosi fornitori di storage che annunciano soluzioni “Cloud”, molti di loro in realtà hanno essenzialmente re-impacchettato i prodotti che hanno da anni e li hanno chiamati “Cloud” per farli apparire di tendenza. La differenza é che Scality ha disegnato la propria soluzione PER il Cloud.

la flessibilità

Di fatto la soluzione RING ottiene i massimi risultati dall’hardware. I clienti possono mischiare e aggiungere tipi di server differenti, semplicemente perché già li possiedono, o perché vogliono raggiungere costi precisi o determinate prestazioni. Scality supporta completamente dischi SSD, per fornire velocità tipo RAM, così come dischi SAS, o dischi SATA per offrire infrastruttura a bassissimo costo, che rende l’hardware un bene sostituibile, quasi ininfluente.

la scalabilità

Scality inoltre é realmente scalabile. La soluzione può crescere facilmente partendo da pochi TB a decine di PB. La prova di ciò é che numerosi service provider hanno scelto questa soluzione, e le loro previsioni di crescita di dati sono notevolmente maggiori di quelle di qualsiasi altra impresa.

l’affidabilità

In un ambiente di cloud storage non si vorrebbe mai che il servizio si bloccasse. Con il software di Scality questo non succederà mai, e i dati saranno sempre disponibili anche quando ci sarà un cambio di servers o un upgrade totale. Non esiste il problema di fare un reboot dell’intero sistema avendo il sistema “down” durante tutto quel tempo.

La soluzione offre un’ampia gamma di schemi di protezione, inclusa la completa ridondanza di più data center.

Il RING include un’interfaccia di gestione attivabile su qualsiasi dei server che lo costituiscono, e che permette di gestire tutta l’infrastruttura storage in maniera facile, veloce e flessibile.

conclusioni

C’é un altro aspetto, molti fornitori hanno riposizionato la propria offerta cloud come una proposta economica ad alte performance. Questo é esattamente l’approccio attraverso il quale Scality ha realizzato la propria tecnologia. La prova é che è nato per gestire lo storage primario di email, un’applicazione estremamente complicata, che viene ad esempio implementata dal software di Scality presso Telenet, in Belgio, per oltre due milioni di indirizzi email.

(personalmente aggiungo che Scality RING è un prodotto che trovo particolarmente interessante e, anche se nato per ambienti molto grandi – grandi ISP-, sono convinto che può avere uno spazio interessante anche nelle imprese che devono gestire grandi quantità di dati)

Hands on technology day: Dell e il cloud.

Pubblicato da il 25 gennaio 2011 in Cinetica, Cloud Computing | View Comments

Hands on technology day: Dell e il cloud.

il 23 febbraio al nostro evento “Hands On Technology Day: Private Cloud How-To” saranno presenti diversi partner: Dell, Compellent, NetApp, BlueCoatScality e VMware.

Ad ognuno di loro abbiamo chiesto di presentarci la sua idea di cloud per darci qualche anteprima su quello di cui parleremo durante l’evento, ecco quindi l’articolo preparato da Luca D’ambrosio di Dell.

DELL cloud: definizione e caratteristiche

Dell definisce una architettura cloud come scalabile dinamicamente, virtualizzata e fruibile come servizio dalla rete. La strategia di DELL è molto chiara e la linea di soluzioni e prodotti DELL è completamente aderente alle menzionate caratteristiche. Le recenti acquisizioni inoltre lo dimostrano ampiamente, cito ad esempio:

  • Perot Systems, una azienda di più di 22000 consulenti specializzati nella creazione di servizi on demand;
  • Equallogic e Compellent due soluzioni storage complementari e di tipo scale-out che permettono la virtualizzazione e la gestione dinamica dei dati;
  • Scalent e Kace per la gestione e il monitoraggio del datacenter eterogeneo e virtualizzato che sono convogliate nella soluzione DELL Virtual Integrated System (VIS).

Oggi le soluzioni Cloud di DELL forniscono servizi a più di 5000 aziende e milioni di utenti in tutti i segmenti di mercato; fra tutti si citano ad esempio SFDC, eBay e la stessa Microsoft che ha deciso di affidarsi a DELL per la realizzazione della piattaforma di servizi Windows Azure ad oggi ospitata presso i nostri datacenter.

VIS – l’architettura Virtual Integrated System

  • L’architettura Virtual Integrated System permette di rispondere in modo più efficace alle esigenze di business in continuo cambiamento
  • Le nuove funzionalità sono disponibili per ambienti server, storage, networking e multi-hypervisor eterogenei per proteggere gli investimenti
  • L’architettura e i servizi Virtual Integrated System permettono alle aziende di preservare gli investimenti legacy e cogliere i vantaggi delle nuovi soluzioni cloud pubbliche e private

L’architettura e i servizi Dell VIS permettono ai clienti di migrare tecnologie nuove e vecchie a un modello cloud “open” che permette di gestire il provisioning di workoad applicativi in modo dinamico e unifica la gestione di server, storage e apparati di networking eterogenei in un unico pool di risorse. Diventa quindi possibile per le aziende ridurre i costi associati alla gestione dell’IT, migliorare la flessibilità necessaria a soddisfare esigenze di business in evoluzione continua spostando in modo più efficace i carichi applicativi tra risorse fisiche e virtuali in base alla proprie necessita’.

Dell conferma i valori di lungo termine dell’azienda volti a fornire soluzioni aperte, funzionali ed economiche. Con VIS, le imprese possono far crescere in modo dinamico il proprio ambiente per soddisfare workload variabili. In aggiunta, a differenza di altre soluzioni, l’architettura VIS è progettata per integrarsi all’interno di investimenti e strategie aziendali di più ampio respiro. Collaborando con partner quali Microsoft, VMware, Citrix e BMC, VIS può ottimizzare l’utilizzo degli investimenti esistenti e consentire la standardizzazione di processi e workflow IT per migliorare controllo e coerenza.

i componenti dell’architettura Dell VIS

L’architettura VIS si articola in componenti modulari che si integrano negli ambienti IT esistenti, assicurando ai clienti una maggior libertà di scelta e la possibilità di implementare soluzioni best-of-breed. I componenti chiave dell’architettura Dell VIS sono tre:

Dell Advanced Infrastructure Manager - Dell Advanced Infrastructure Manager (AIM) semplifica la gestione del data center consentendo a un unico administrator di allocare risorse server, storage e networking in base ai workload applicativi. La soluzione può integrare offerte hardware eterogenee e i principali hypervisor di virtualizzazione al fine di creare pool di risorse facilmente gestibili. AIM astrae gli strati di hardware e virtualizzazione dal data center di modo che i clienti possano focalizzarsi semplicemente sull’allocazione di risorse indipendentemente dalla tecnologie utilizzata.

Dell VIS Self-Service Creator – Dell VIS Self-Service Creator può ridurre il tempo necessario per implementare nuove applicazioni di business attraverso la standardizzazione e l’automazione del modo in cui le applicazioni vengono implementate. Un portale web-based permette agli utenti autorizzati di selezionare, implementare, e gestire un catalogo personalizzato di applicazioni e risorse IT, riducendo il tempo necessario per l’implementazione di una soluzione a pochi minuti. Dell VIS Self-Service Creator permette di aumenta il controllo accelerando i processi IT, facendo risparmiare tempo e risorse. Tutto ciò viene fatto in modo semplice con la capacità di orchestrare questi servizi su soluzioni hardware e software di vendor diversi.

Dell VIS Director – Dell VIS Director è il punto di riferimento di tutte le operazioni IT in ambiente virtuale, offrendo ai clienti una vista completa delle dipendenze virtuali e permettendo di identificare velocemente eventuali problematiche. E’ possibile avere report avanzati, effettuare analisi what-if e di tendenza, valutare capacità potenziali e utilizzo reale dell’intera infrastruttura, così come effettuare “chargeback” dei costi. I gestori dell’infrastruttura hanno in questo modo una maggior livello di visibilità nell’ambiente IT e migliori informazioni del processo decisionale.

disponibilità

L’architettura Dell è unica perché – a differenza dell’approccio one-size-fits-all di alcuni competitor – Dell Virtual Integrated System offre la flessibilità necessaria per implementare i componenti più adatti per esigenze specifiche di ogni cliente. I componenti dell’architettura VIS possono essere acquistati individualmente e non richiedono acquisti hardware specifici. Questa flessibilità permette ai clienti di passare velocemente ad un modello infrastrutturale cloud nei tempi da loro prefissati e utilizzando l’hardware esistente.

server cloud ready

Non dimentichiamo infine i prodotti server “PowerEdge C sviluppati per rispondere a precise esigenze di importanti player di questo mercato quali Microsoft, Google, Facebook. Si tratta di prodotti ad elevata efficienza energetica e destinati a data center  caratterizzati da un elevato grado di densità’. Il costo di acquisto superiore rispetto ad un server tradizionale, almeno per le configurazioni particolarmente semplici, è ampiamente giustificato dal costo di gestione estremamente ridotto. I server PowerEdge C si indirizzano a clienti che hanno un elevato numero di server ( minimo 100) e in cui la densità del proprio data center richiede delle soluzioni di nuova concezione.

perchè Dell

Dell ascolta clienti e partner, offrendo loro tecnologie e servizi innovativi, affidabili e di valore. Con i suoi differenti approcci al mercato, Dell è fornitore di riferimento per sistemi e servizi.

La Visione di Dell sul data center efficiente si basa sui tre principi:

  • Libertà di scelta (scelta delle tempistiche, della tecnologia, scelta di investire nelle persone e processi esistenti) che garantisce un ROI sostenibile nel tempo
  • Flessibilità (combinazione di componenti eterogenei, integrazione di ambienti fisici e virtuali, integrazione “ad hoc” di processi, strumenti e applicazioni) che permette di ritagliare le soluzioni  sulle proprie esigenze per essere sempre efficienti
  • Agilità (automazione delle attività standard e ripetitive, consolidamento di strumenti e console, gestione totale dell’ecosistema) che garantisce una risposta veloce alle esigenze aziendali

Un esempio per chi ancora non virtualizza

Pubblicato da il 24 gennaio 2011 in Virtualization | View Comments

Un esempio per chi ancora non virtualizza

Per i lettori che già utilizzano infrastrutture virtuali, questo post risulterà noioso e banale, ma anche se la diffusione degli ambienti virtuali è in continua espansione, sono tante le aziende che ancora non “abbracciano” questo concetto.

Ed è proprio pensando a loro che ho scritto questo esempio che, nella sua semplicità, può aiutare a capire il valore di un prodotto di virtualizzazione.

Esempio

Prendiamo in esame un caso che, nell’area IT, è accaduto, accade e accadrà sempre. Una applicazione, magari critica per la produzione, mostra un bug, in maniera apparentemente randomica. Come si può procedere quindi per risolvere il problema? Vediamo i due casi: il primo con server fisico e il secondo con server virtuale.

Server fisico

Ovviamente, data l’importanza della applicazione, la macchina non può essere fermata se non tuttalpiù nel weekend (costringendo gli sviluppatori a lavorare tra sabato e domenica), nella speranza che 2 giorni bastino a risolvere il problema. Oppure può essere installata una nuova macchina “uguale” per eseguire su quest’ultima tutti i test del caso. Ma quanto saranno uguali queste due macchine? Certo si può trovare lo stesso hardware (anche se non sempre possibile e spesso costoso) lo stesso sistema operativo e infine le stesse applicazioni, ma quanto tempo mi occorre per implementare tutto ciò? e alla fine, posso essere certo al 100% che le due macchine saranno identiche?.

ok, altrimenti?

Server virtuale

In meno di dieci click del mouse è possibile far partire la copia di un clone della macchina incriminata a caldo e senza interruzione della produzione. Alla fine del processo che per una macchina di medie dimensioni si tratta di pochi minuti, avrò una macchina esattamente identica alla prima. Qualche manciata di click ancora per cambiare le impostazioni network del clone e potrà essere avviato e consegnato agli sviluppatori che potranno a quel punto effettuare tutte le analisi del caso.

Nel secondo caso il lavoro per fornire la macchina di test agli sviluppatori richiede una sola persona e un impiego di tempo inferiore ad un ora,

Il guadagno è ovvio in quanto a risorse e tempo. Ah! la funzionalità clone è presente anche nelle versioni di VMware più economiche ed è solo una delle tante funzioni disponibili che hanno cambiato i meccanismi del settore IT (e di sicuro anche una delle più banali).

Ci sarebbe tanto da dire a chi non ha mai utilizzato la virtualizzazione, ma questo articolo vuole solo suscitarne l’interesse necessario ad approfondire. Poiché che ci si creda o no, questo è il presente, non più il futuro.

Una novità interessante per Juku

Pubblicato da il 24 gennaio 2011 in Cinetica, Cloud Computing, Storage, Virtualization | View Comments

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