Uno dei problemi più grossi che “affligge” il Cloud Storage è la mancanza di uno standard! Sto seguendo Stephen Foskett su twitter che si confronta con altri sull’argomento.

In linea di massima esistono due metodi per accedere al cloud staorage: file based e object based.

il primo è quello più semplice e immediato si usa un protocollo standard e via (magari installando un gateway o un piccolo plug-in), esistono molti prodotti anche per uso “consumer” già presenti, economici ed efficienti (es.: ZumoDrive e DropBox) ma anche servizi di livello enterprise come Nirvanix.

Il secondo ha la necessità di essere implementato con delle API (Application Program Interface) e fra i più noti troviamo Amazon-S3, questo secondo sistema è molto più complesso e richiede la scrittura/modifica di codice. Ora, lo sanno anche i sassi, le software house sono poco avvezze a riscrivere pezzi di codice e ad accettare le novità… figurati tu se devono farlo per accedere a servizi diversi con sistemi diversi! Fino a quando non ci sarà un serio impegno da parte di tutti i fornitori di Cloud Storage a presentare una API standard non so quanto il Cloud Storage potrà essere adottato. In realtà un piccolo sforzo in questo senso è in atto: SNIA e altri stanno cercando una qualche forma di accordo per una API standard che sicuramente farebbe decollare il cloud storage in modo esplosivo ma intanto tutti cercano di prendere quote di mercato (il miele appunto) per poter imporre quello che gli fà più comodo… è sempre così!

ES

PS devo ammettere che il gioco di parole API e Miele non è il massimo 😉