il 23 febbraio al nostro evento “Hands On Technology Day: Private Cloud How-To” saranno presenti diversi partner: DellCompellentNetAppBlueCoatScalityVMware.

Ad ognuno di questi abbiamo chiesto di presentarci la sua idea di cloud per darci qualche anteprima su quello di cui parleremo durante l’evento, ecco quindi l’articolo preparato da Alberto Bardelli di NetApp.

chi è NetApp

NetApp è una compagnia americana; dal 92 leader di mercato, riconosciuta nell’ambito dello storage ed della gestione dei dati e delle informazioni. Siamo più di 8.500 persone nel mondo; quinta in classifica nella lista delle compagnie “best place to work”; presenti in tutto il mondo e riconosciuta dagli analisti come una delle migliori soluzioni prendendo come riferimento la capacità di visione e la capacità di realizzazione.

In Italia siamo 50 con sedi a Milano ed a Roma. Il modello commerciale di NetApp è di avere la massima collaborazione con i propri partner per essere il più vicino possibile al cliente ed in grado di dare la migliore risposta alle esigenze di infrastruttura, integrazione applicativa ed alla virtualizzazione degli ambienti produttivi.

flessibilità …

Ci sono due temi chiave che regolarmente mi trovo a discutere quando incontro i clienti ed i partner.

In primo luogo: “la necessità di essere flessibili, al massimo, rispetto alle esigenze (e quindi alle richieste) sempre in evoluzione”.

Ad ogni organizzazione IT viene affidato il compito di fare oggi le attività con quanto disponibile, seppure queste attività non erano state previste o pianificate anche solo pochi mesi orsono. Ogni organizzazione deve fare una previsione strategica (la possiamo chiamare scommessa ?) di ciò che è necessario mettere in atto nei prossimi 3/4 anni per i principali servizi, le nuove attività, i nuovi applicativi, la pianificazione degli investimenti, l’erogazione più efficiente delle singole attività.

Questa “forbice” fra progettualità a medio e lungo termine e la realtà delle esigenze quotidiane, rende la possibilità di adeguare in corso d’opera le proprie scelte, la propria infrastruttura, le proprie scelte un fattore chiave per il successo della propria azienda, dalla propria capacità di essere competitiva nel proprio mercato, di mantenere l’eccellenza nel proprio spazio.

La flessibilità è l’aspetto di massima attenzione e criticità in ogni scelta che deve essere fatta. Non è possibile riprogettare ogni 6 mesi l’infrastruttura ed i propri piani strategici, ci si deve potere adeguare velocemente, ma con la necessaria consapevolezza e semplicità, efficientemente e sfruttando al meglio gli investimenti fatti nel passato.

Questi fattori giustificano l’esplosione dell’interesse e delle implementazioni di tutte le declinazioni delle architetture virtuali, dove la virtualizzazione diventa il sinonimo di “cambiamenti rapidi”, “flessibilità”, “velocità” e “dislocabilità”.

… ed efficienza

In secondo luogo, l’aspetto più importante è la guida per l’efficienza – ‘”Come posso ottenere gli stessi obiettivi con meno infrastrutture / spazio / alimentazione / raffreddamento / spese generali‘ ?.

Il focus su l’efficienza è un secondo elemento chiave per progettare le proprie scelte; scelte prese dai nostri clienti tenendo presente il necessario vantaggio competitivo nelle attività di produzione o di erogazione dei propri prodotti.

libertà di scelta

Anche solo considerando questi due punti, NetApp è un punto di riferimento irrinunciabile.

Per esempio: “per il mio progetto sarà meglio il protocollo FC, l’ISCSI o magari il NFS ?”,Ma il NFS è un valido protocollo per la virtualizzazione (mi piacerebbe provarlo ma devo scegliere o una cosa o un’altra) ?”

La scelta del protocollo (il FC o lo NFS, l’ISCSI, il CIFS o il FCoE), tradizionalmente è una scelta tecnologia che arriva prima di pensare al proprio progetto. La domanda lecita è: “Posso permettermi di pensare al mio progetto e dopo scegliere la tecnologia ?”. “Se scelgo una tecnologia, sarò limitato nelle esigenze che avrò per l’altro dipartimento …..”

Ribaltiamo il concetto: penso al mio progetto, oggi; definisco la mia strategia, domani potrò dovere cambiare radicalmente i miei punti di riferimento, voglio avere una soluzione che mi permetta di scegliere come e quando voglio il protocollo, lo spazio disco, la tipologica delle meccaniche, il livello di protezione del dato e le politiche del disaster recovery o addirittura della business continuity.

NetApp ti permette ciò, da subito. Con tutte le soluzioni non mi devo preoccupare della capacità in prospettiva sia per quanto riguarda la potenza di calcolo (muscolarità) sia per quanto riguarda di spazio utile.

La soluzione parla tutti i protocolli, nativamente e contemporaneamente (non devo fare altro che attivarli), non devo installare nulla, attivo la funzionalità inserendo solamente un codice.

Penso a ciò che mi serve oggi; domani mi servirà più spazio, lo aggiungerò (scalo orizzontalmente); mi servirà più capacità di calcolo, scalerò verticalmente.

Non dovrò migrare ma solo aggiungere meccaniche o capacità di calcolo.

Semplicità ed attenzione solo agli aspetti importanti per il mio modello di business. Lo storage mi deve rendere libero di scegliere, non vincolarmi, deve essere un facilitatore.

Poi le idee mi vengono in mente: le potrò applicare, testare, tentare, tornare indietro.

Insomma la libertà nelle scelte.

innovazioni strategiche

Pensiamo per esempio alla deduplica (ndr.: tecnica di riduzione del footprint dei dati: dati identici vengono indicizzati e ne eliminate le copie). Per inciso, la deduplica è integrata nella soluzione base di ogni soluzione NetApp (non si paga, c’è !!!).

Il vantaggio della deduplica è incredibile, ovunque ma soprattutto in ambienti virtuali; tante macchine non fisiche, tutte uguali traggono un vantaggio immediato negli spazi occupati (in ambienti virtuali è semplice potere superare un 70% di risparmio di spazio !!).

Posso provare come test a chiedere alla macchina quale sarà il risparmio se applicassi la deduplica, quindi decidere se applicarla o farne a meno. Decido di implementarla, poi voglio tornare indietro, mi bastano pochi click e (chiaramente se ho a disposizione sufficiente spazio) torno indietro nella condizione originale. Che soddisfazione !!

Provate a pensare di fare la medesima cosa con altre soluzioni che concentrano la deduplica verso entità esterne che una volta applicata non permettono nessuna flessibilità. Pensate che difficoltà a prendere la decisione giusta.

Medesimo sistema operativo (ONTAP). Se scalo verticalmente non devo imparare nulla di nuovo; è il medesimo look and feel, cambio il motore ma continuo a guidare come ho imparato con le prime esperienze. Posso imparare qualche dettaglio in più, implementare delle funzionalità nuove o aggiuntive, ma rimango sempre nel medesimo mio ambiente, senza scossoni.

L’altra sfida è la necessità di ottenere il massimo dal proprio investimento, diluire l’investimento alle esigenze, non immobilizzare capitale che non sia direttamente correlato alle proprie esigenze reali ed attuali (proprio di oggi, nemmeno di somani).

Il tutto con la massima attenzione a tutti quegli aspetti che spesso magari non sono tenuti in debito conto durante la fase decisionale (e cioè il reale costo di utilizzo, proiettato nel tempo di ammortamento previsto).

Ormai anche le realtà più piccole sono consapevoli delle funzionalità di thin provisioning. Solo 3 anni fa, gli ISP si ponevano il problema di promettere 1GB di spazio email comprando solo lo spazio realmente utilizzato. Ora la maggiore parte degli utilizzatori sfruttano, in modo coerente, le funzionalità più sofisticate con la naturalezza del day by day.

NetApp propone fin dalle prime versioni del proprio sistema operativo il thin provisionig, cioè in due parole grossolanamente, la condivisione degli spazi non utilizzati dai diversi volumi in uno spazio comune aumentando vertiginosamente la percentuale di reale utilizzo dello spazio disponibile. Ma ormai questa funzionalità è una caratteristica irrinunciabile da parte di chiunque utilizzi lo storage. Soprattutto deve essere implementabile in modo semplice e immediato. Chiaramente è stupendo potere creare una macchina virtuale (o magari utilizzare lo snapshot logico) su uno spazio virtuale, presentando uno spazio virtuale, spostando la stessa dove è meglio che sia con pochi click, non preoccupandosi delle dimensioni ma confidando nella condivisione degli spazi non utilizzati e disponibili.

Consideriamo, come detto, la deduplica, non replico nemmeno un pezzettino delle informazioni, riesco ad occupare meno dello spazio fisico di una macchina virtuale, avendone a disposizione quante ne voglio e ne ho bisogno.

Prevedo di potere avere un contenzioso delle meccaniche (se deduplico, e magari comprimo i dati, tante macchine utilizzeranno i medesimi dischi quindi potrebbero avere il problema di accodarsi per accedere all’informazione) ?

Mi posso appoggiare su una cache flessibile (flexcache) che si auto adatta alle esigenze puntuali che mi fa percepire di utilizzare delle meccaniche allo stato solido quando invece sto utilizzando dei dischi capienti ma lenti (SATA da 2TB magari). Mi diverte sempre il termine boot storm in un ambiente VDI, ma è l’uovo di Colombo quello di creare dinamicamente un tiering delle informazioni, istante per istante, permettendo che chi viene dopo trovi immediatamente le informazioni che cerca trovandole in memoria RAM invece che dal disco.

Questa funzionalità in NetApp prende il nome di Flash Cache e rivoluziona l’approccio alle necessità. Per esempio qualche dato è chiarificatore:

  • 96 (lenti) invece che di 224 unità (veloce) unità
  • Prezzo inferiore del 56% per TB
  • Risparmio energetico del 66%
  • Risparmio di spazio del 59%

Come NetApp, diamo per scontato che l’utilizzo delle copie logiche del dato (gli snapshot) permattono di fare cose incredibili senza utilizzare spazio. Ma è importante ricordare che, 255 copie logiche del dato, senza degrado delle prestazioni, disponibili in lettura o anche in scrittura, permettono di semplificare le politiche di backup, di gestione degli ambienti di test e sviluppo (pensate a SAP), del recupero immediato delle informazioni direttamente da parte dell’utente o permettono di replicare remotamente le informazioni, senza spreco di tempo, spazio o di utilizzo di banda.

il risparmio

Il tutto, chiaramente se, come avviene con NetApp, nasce già integrato con i principali applicativi ed infrastrutture di virtualizzazione.

Tutti questi aspetti dimostrano quindi come la flessibilità e l’efficienza siano punti basilari nella fase di progetto.

Massimizzare l’efficienza mi permette di consumare meno corrente, direttamente ed indirettamente (meno raffreddamento, meno spazio da raffreddare), occupo meno spazio sia nel rack sia sulle mattonelle del laboratorio. Questo è un risparmio immediato, ma è importantissimo considerare il risparmio negli anni a venire, calcolando il risparmio complessivo durante la vita di utilizzo della mia infrastruttura.

Spesso i centri di costo sono diversi (il centro di costo su cui scaricare i consumi elettrici è diverso dal centro di costo diretto dell’IT), in qualsiasi caso è importante unificare i due aspetti, perché l’efficienza è aziendale e non delle singole BU.

Ormai i nostri interlocutori non sono più solamente quelli attesi o, consapevolmente, gli IT manager. Spesso gli interlocutori sono i CFO o i CEO, perché l’efficienza e la flessibilità impattano molti aspetti, fondamentali, della gestione efficace dei dati dei nostri clienti.

il cloud

Un rapido accenno agli aspetti legati al Cloud. Chiaramente sono l’integrazione matura degli aspetti sopra citati (ma non solo, chiaramente ….).

Mi concentro quindi su un aspetto: separo essenzialmente gli I/O e le capacità in entità distinte che possono e devono essere gestite individualmente.

Ovviamente è una semplificazione estrema, ma permette di individuare gli aspetti base della discussione. Pensate per esempio a LDVM (Long Distance VMotion): è la capacità di spostare una macchina virtuale da un sito all’altro anche a grandi distanze.

Un’architettura matura di Cloud si basa sulla massima flessibilità, sulla semplicità d’integrazione, sulla scalabilità degli spazi e della potenza di calcolo, sulla capacità di presentazione delle risorse nella modalità più adatta, nell’integrazione con le infrastrutture di virtualizzazione.

conclusioni

Per quanto detto sopra, le soluzioni NetApp permettono di dare una risposta a tutti questi aspetti e addirittura proporre un nuovo approccio, un nuovo punto di vista,originale e stimolante rispetto al tradizionale. Il Cloud è nato per grandi infrastrutture. Con NetApp, il Cloud è reso disponibile anche alle piccole infrastrutture IT, con naturalezza e con semplicità. Molti nostri clienti utilizzano le tecnologie di Cloud senza nemmeno saperlo, ma questa è la nostra natura: cercare di seguire le esigenze e prevedere delle soluzioni adatte. E’ il nostro mestiere, è il nostro successo.

Avremo modo comunque di incontrarci il prossimo 23 febbraio, così magari ne potremo parlare direttamente, traendo spunto dalle vostre esperienze e discutendo delle vostre esigenze.

Alberto Bardelli: Partner Account Manager in NetApp. Da più di 4 anni in NetApp Italia, arriva da più di 10 anni di esperienza nel mercato dello storage e delle soluzioni del mercato.

Ingegnere, entusiasta della tecnologia, cerca sempre di coniugare gli aspetti commerciali con le soluzioni infrastrutturali.