Oggi vi scriviamo un resoconto di una conference call che abbiamo avuto con i ragazzi americani di INFINIO.

Che cos’è Infinio? A cosa serve?

Be, INFINIO è un software dedicato esclusivamente a VMware e, ad oggi, esclusivamente per il traffico NFS.

Partiamo quindi con una checklist. Avete degli host VMware vSphere?  Avete o potete metter su facilmente un datastore NFS?

Se anche solo una delle domande è no, il prodotto non fa per voi. Se invece le risposte sono per entrambe si, allora il prodotto potrebbe essere davvero interessante.

Infinio è nata da una startup americana che ha come obbiettivo quello di sfruttare la ram dei vostri server come cache, ottimizzando così le IOPS e diminuendo le latenze.

Questo prodotto può essere, in teoria, una carta vincente per risparmiare sull’acquisto di nuovi dischi o di un nuovo storage, incrementando però le performance (quanto?).

Approfondiamo tecnicamente

Vediamo quali sono i requisiti necessari per il funzionamento e come funziona la scrittura del dato

Lo abbiamo già detto sopra ma è meglio ribadirlo, il primo requisito necessario è che i datastore che vogliamo ottimizzare siano mappati verso gli host vSphere via NFS, il secondo requisito è quello di avere almeno 8 GB di ram disponibili e non utilizzati in ogni host ed il terzo ed ultimo requisito è che in ogni host vSphere sono necessari almeno 12 GB di spazio su datastore locale (quest’ultimo per le VM “INFINIO” che sono gli acceleratori veri e propri).

Per meglio capire l’architettura ecco un disegno molto banale della prova che eseguiremo nel nostro laboratorio (e della quale vi daremo resoconto nelle prossime settimane).

Infinio

Come vedete sulla nostra infrastruttura composta da due host il numero di virtual appliance presenti è tre. Questo perchè la prima VM che viene creata è la Infinio-console, che dirige i lavori e controlla le altre VM (che invece sono una per host) che effettuano l’accelerazione. Una volta che le macchine sono in pista, basta collegarsi in http alla console e premere un bottone per ogni datastore che vogliamo accellerare. Quello che realmente accade è che le VM infinio si frappongono tra gli host VMware e lo storage NFS facendo in modo che i due non comunichino più direttamente tra di loro ma solo attraverso il caching di INFINIO.

Ci sono tre possibili modi nei quali una I/O può concludersi mentre INFINIO è attivo:

a) il dato è in cache nella VM dello stesso host da cui eseguo la richiesta, è il caso migliore e non ho nemmeno bisogno di uscire dall’host per il reperimento del dato.

b) il dato è nella cache, ma non nella VM locale all’host, quindi la richiesta uscirà nel nostro caso fino al primo switch e rientrerà nella VM che possiede il dato che ci interessa.

c) il dato non è in cache, caso peggiore, dovrò raggiungere lo storage NFS per reperirlo.

L’operazione di installazione di INFINIO è davvero rapida (< 30 min) e facile (avanti avanti avanti), non richiede downtime nè all’attivazione ne in una eventuale rimozione (e scusate se è poco).

Se poi fa quello che dice, cercheremo di scoprirlo a breve.

Un ultimissima nota di colore sull’accessibilità. Per accedere alla virtual console è necessario un browser diverso da Internet Explorer; ci dispiace per i fans del browser di casa Redmond :-), ma devono utilizzare Firefox o Chrome.

Video su INFINIO

Per ulteriori approfondimenti contattaci!

Luca Gentilini & Dario Bartolucci