Gli analisti iniziano ad avere dei dubbi che i Netbook (piccoli portatili poco potenti ma economici: sufficienti per navigare su internet, leggere posta e “usare” office) avranno una vita lunga. In effetti sono oggetti abbastanza limitati per i quali non esistono software specifici ma bisogna adattarsi ed usarne altri progettati per monitor grandi e potenze di calcolo superiori (avete mai usato l’ultima versione di word su un monitor da 10″ ??? ).

A quanto sopra si aggiunge che, alla fine di gennaio (voci dicono il 27), Apple presenterà il suo Tablet e che anche Google sta lavorando con HTC ad un Tablet basato su ChromeOS.

Ma cosa avranno questi oggetti che non hanno i netbook?

Prima di tutto, come già detto, software sviluppati ad hoc! questo permetterà di avere applicazioni che sfruttano le reali capacità di questi oggetti portando una fruibilità di dati e applicazioni mai vista prima (un esempio di quanto dico si trova già, in miniatura, con l’iPhone).

Il tablet sarà uno strumento nuovo e innovativo: interfaccia touch molto intuitiva, semplicità d’uso straordinaria, ottima connettività, batterie di lunga durata, ottimo audio e qualità grafica, grande trasportabilità (più sottili di un netbook), possibilità di essere usato come lettore di e-book. Questi aspetti oltre che far piacere agli utenti abituali avvicineranno anche utenti nuovi che fino ad oggi hanno avuto difficoltà ad usare i computer tradizionali!

Gli early adopters (io sarò uno di quelli, 😉 ) saranno sicuramente di tipo consumer e se ne farà un uso molto ludico ma entro poco tempo saranno disponibili applicazioni per gli usi professionali più disparati: dal supporto alle vendite (es.: Agenti di commercio) all’assistenza post-vendita (manuali, video e applicazioni per un tecnico che deve fare supporto on-site su un macchinario), commercio elettronico (cataloghi e configuratori quali IKEA o altri che abiliteranno l’acquisto online anche di piccoli beni e servizi!).

Insomma, una rivoluzione. Una di quelle visioni che si era un pò sfocata negli anni ma che finalmente si avvera.

Le applicazioni saranno facilmente rintracciabili, scaricabili e acquistabili (anche dal punto di vista economico) come non mai attraverso strumenti quali iTunes o Android Market!

Tutto questo nuovo ecosistema sarà ad appannaggio di pochi (probabilmente Apple e Google la faranno da padroni) ma c’è tanto, ma tanto, spazio per chi offrirà beni e servizi usufruibili attraverso questi oggetti e per chi svilupperà il software.

Lato aziendale non sarà tanto importante dotarsi di questi oggetti come client quanto invece sviluppare (o farsi sviluppare) applicazioni per proporre servizi e beni che i clienti possano acquisire comodamente da casa! Pochi giorni fa ho avuto modo di usare una applicazione per iPhone/iPod che permette di fare la spesa online, anche con consegna a domicilio, per i clienti di una grossa catena di supermercati svizzeri (sono rimasto colpito, molto bella e utile). La fantasia sarà l’unico limite per creare applicazioni e fornire servizi.

Se questo sarà il futuro allora anche le infrastrutture che sono dietro a queste applicazioni dovranno essere all’altezza: potenza di calcolo, storage e banda!

Siete pronti? o vi lascerete sfuggire questa opportunità?

ES