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L'acqua calda, il wide striping e il thin provisioning!

Certo volte mi stupisco di come sia facile scoprire l’acqua calda! questa mattina ho letto il post di Hu Yoshida (HDS) e il mio pensiero è stato proprio quello di commentare il suo post con un “Ok, e allora? è ovvio che è così, è come dovrebbe essere in ogni onesta implementazione di Thin Provisionig!” ma ho preferito scrivere un post un pò più articolato per non essere frainteso, ;-)

Insomma, il CTO di HDS fà notare come l’implementazione di HDS del thin provisioning (commercialmente detto Hitachi Dynamic Provisioning) abbia degli “effetti collaterali” molto positivi e di come, anche usandolo in modo improprio, in condizioni non ottimali, si ottengano dei risultati eccellenti! In pratica configurando HDP in modo estensivo ottengo come risultato aggiuntivo una “specie” di wide striping: quindi i dati relativi ad una lun non vengono più relegati ad un singolo raid group ma vengono spalmati su tutti i dischi facenti parte del pool di dischi interessato!

Immagine 1.png

Nel recente passato avevo già scritto un post sull’implementazione del TP paragonando l’implementazione di EMC a quelle di vendor meno tradizionali e più innovativi (3Par e Compellent in primis). E’ sempre difficile dire chi fà meglio cosa e spesso ci si perde in discussioni, divertenti, ma sterili…come quando ci si ritrova a parlare di mucche su twitter invece che di storage, vedi qui e qui.

Certo è che mi sembra difficile sostenere la tesi di Hu, che mi permetto di riassumere così: “… e se implementi il thin provisioning hai in omaggio il wide striping…. “. Peccato che, spesso, il thin provisioning visto come patch “feature aggiuntiva” impedisce di usare altre funzionalità. Esempi? per gli EMC CX significa non poter usare la replica remota e per HDS AMS significa non poter usare le snapshot, tanto per dirne un paio.

Ogni nuova funzionalità che si aggiunge ad uno storage con una architettura di tipo obsoleto tradizionale incrementa la complessità e le limitazioni. Sarebbe meglio rivedere alla base l’architettura e ridisegnarla per implementare tecnologie abilitanti quali il wide striping e poi, su quella, attivare tutte le funzionalità senza limitazioni!!!

Acquistare oggi uno storage tradizionale e pensare di usarlo estensivamente senza limitazioni è arduo, alcune volte impossibile! quindi ci si deve barcamenare in configurazioni al limite del ragionevole e con un incremento del TCO che può diventare importante. Infatti molti clienti ci provano per poi tornano indietro!!!!

ES

PS: riguardo al thin provisioning “così sofisticato da reclamare lo spazio inutilizzato” vorrei far notare che anche altri lo hanno implementato.

Dipende

Ho letto questo post di Martin G. (aka StorageBod), probabilmente ha avuto un incontro con qualche suo fornitore e si è innervosito, :-D

Certo, lo posso capire, se la risposta è quella che gli è stata data mi sembra il minimo: “Ahhh, we do but only when the wind blows from NNE and the Sun is waxing in Aries and the moon is mooning Virgo! Then we support 1000 spindles but at all other times, we support rather less than we say! I can’t tell you how much less…but we do support less or more, it depends!”

Ma da un certo senso il suo fornitore ha ragione… Dipende da cosa devi fare con quello lo storage!

Purtroppo, ad oggi, non esiste lo storage perfetto che ci risolve tutte le problematiche e che possa crescere all’infinito, in modo lineare, per costi, performance, capacità, funzionalità…. di solito più vado verso l’alto e più pago e meno ricevo!

Il problema è sempre quello: ogni volta che esce uno storage nuovo il fornitore deve dimostrare che il suo prodotto è più grande, più bello, più grosso di prima e degli altri competitor ma poi, nella realtà dei fatti questo non succede… Marketing e realtà non vanno mai molto d’accordo.

Il prossimo storage, di ogni vendor, supporterà sempre un numero superiore di dischi (fra l’altro di dimensioni più grandi e in più tipologie) ma quando, noi poveri rivenditori, dobbiamo configurarli siamo sempre lì a dover soffrire per dare un corretto sizing al cliente.

Un array è fatto di dischi (di diverso tipo, velocità e capacità), Controller (mediamente due nel mondo del modulare, N nel mondo enterprise), cache, canali di front end (normalmente Ethernet – iSCSI, NAS – e FC), Backend (di solito FC, ultimamente anche SAS), software (che spesso ne pregiudica la velocità). E’ il corretto bilanciamento di tutte queste parti a fare un buon prodotto ed è la corretta configurazione e posizionamento dello stesso a risolvere i problemi!

Non voglio prendere le difese dello “sprovveduto” (forse, più che sprovveduto, avveduto!) che è andato da Martin ma, in modo diverso, cerco sempre di spiegare al cliente che i dati presentati dal produttore sono sempre da prendere con le pinze (è un pò tutta fuffa insomma, :-D ).

In assoluto il problema più grande è dato dal bilanciamento dell’architettura, capita spesso di vedere sistemi che posso ospitare fino a migliaia dischi e magari hanno, al massimo, 8 canali di backend! Non c’è dubbio che quel sistema, oltre un determinato numero di dischi, soffrirà di performance limitate e diventerà puramente capacitivo!

Il fatto che un sistema diventi capacitivo non significa che sia un pessimo sistema ma che è stato configurato con l’obiettivo della capacità senza pretese velocistiche particolari, un esempio? ho un cliente che ha dei sistemi HDS AMS pieni di dischi SATA e li usano esclusivamente per appoggiare grandi quantitativi di immagini durante un processo di lavorazione, i files sono grandi (10GB ognuno) e le scritture sono praticamente sequenziali con pochissimi accesi concorrenti…. 240 HD supportati, 240 usati, tanto spazio e buona velocità con tanta soddisfazione del cliente!!!

Certo che la stessa configurazione non andrebbe bene per nessun altro cliente, sfido chiunque a configurare lo stesso sistema e calarci dentro, ad esempio, centinaia di macchine virtuali VMware e sperare di ottenere un risultato decente… c’e’ poca cache, dischi lenti, back-end limitato, senza parlare poi dell’eventuale overhead aggiunto da funzionalità software che potrei avere in altri contesti…. insomma ad ognuno il suo!

ES

Un 2009 Di Aspettative!

200902101531.jpgNegli ultimi giorni ho letto più volte ( qui e qui ) delle aspettative riguardanti il prossimo (sperato!) lancio della nuova serie DMX di EMC.

Ormai è palese a tutti, gli storage tradizionali non sono più all’altezza della situazione e le cose possono solo peggiorare. Le richieste dei clienti, in termini di performance tipologia di i/o, quantità dei dati sono sempre più pressanti e diversificate, inoltre le necessità di pianificazione dello storage “a mano” cozzano con la velocità con cui è necessario affrontare scelte e cambiamenti per rispondere alle esigenze che cambiano quasi quotidianamente.

Tutti quanti si aspettano molto dai fornitori definiti Tier1 (EMC, NetApp, HDS, Sun, IBM, HP) che fino ad oggi hanno deluso tutte le aspettative. Le difficoltà di questi vendor sono legate alla obsolescenza di base delle loro architetture datate e poco efficienti pensate molti anni fà quando i dischi erano pochi, lenti e simili. Ora, su un singolo sistema di storage, trovano spazio dischi molto diversi fra loro (SSD, FC, SATA) sia in termini di velocità (da 80 a più di 3000 i/o sec) che di dimensione (da pochi GB a 1 TB.. presto 2TB) e di utilizzo pratico (dai db più acceduti all’archiving, passando per il file server lo streaming ecc,ecc).

Il lavoro degli Storage Architect è sempre più complicato, eliminare o attenuare gli hotspot, è un obiettivo sempre più difficile da raggiungere e spesso si risolve sacrificando risorse costose (testine) e/o spazio su disco! è sicuramente più facile iniziare a fidarsi di strumenti che possano farlo per te…. se ci sono!!!

HDS

Partiamo da HDS, noi siamo partner Gold e abbiamo un buon installato in giro per l’italia. HDS ha un buon sistema (la linea USP-V) peccato che questi array sono pensati per la media/grande azienda (non di dimensioni tipiche italiane per intenderci), costano molto, sono di difficile gestione e per ottenere le performance, è necessario dotarsi di tempo e pazienza. Le macchine sono rigide e, ad oggi, non hanno nessuna feature di “automated tiering” del dato che si possa considerare come tale. Certo, l’USP ha il thin provisioning (chiamato in HDS con il nome commerciale di dynamic provisioning) che è un passo avanti, anche se è evidente che si tratta di una cosa appiccicata sopra a qualcosa di esistente. La rigidità dei sistemi di clonazione, snapshot, replica remota e la difficoltà di fare tuning non giocano certo a favore di questi sistemi.

Sempre HDS, alla fine dell’anno scorso, ha lanciato una nuova famiglia di modulari. questi prodotti sono più adatti, come fascia di prezzo, alle aziende piccole e medie che troviamo in Italia e contraddistinti dalla solita qualità generale dell’hardware ma chi, come me, si aspettava un prodotto con funzionalità software innovative è rimasto seriamente deluso! Solo per fare un esempio il Thin provisioning sarà disponibile solo dopo la metà del 2009 (conoscendo HDS potrebbe significare una data da luglio all’eternità!!!).

Cosa ci dobbiamo aspettare da HDS?

Per quanto riguarda la fascia alta non saprei… la parte di virtualizzazione e thin provisioning è arrivata prima che da altri ma, di solito, l’evoluzione dei prodotti HDS è lenta e i tempi sono difficili da ipotizzare, inoltre i giapponesi sono molto parchi con le informazioni e avere una roadmap e come chiedere una intercessione papale per l’annullamento di un matrimonio alla sacra rota! :-D

Invece per il modulare il discorso è diverso… nel senso che il prodotto AMS è nuovo e forse nel 2009 vedrà la luce il thin provisioning, e spero qualche cosa di altro… ma non saprei anche in questo caso cosa aspettarmi… o meglio lo so e so che non ci sarà: una testa NAS ad un prezzo decente e con funzionalità “normali”, un software di management un pò più coerente, il supporto di più tipologie di disco, software aggiuntivo (plug-in di SRM, ecc.), maggiore integrazione FC e iSCSI…. come dicevo, non ci sarà ma spero di sbagliarmi :-)

NetApp

è stata innovativa a suo tempo (ha fatto il primo NAS basato su alcune interessanti tecnologie), da allora è passata un sacco di acqua sotto i ponti e ora l’azienda è molto più grande e molto più solida, ma anche molto meno innovativa!

Ha una famiglia di prodotti invidiabile (anche troppo visto il numero di modelli che vengono presentati sul sito) e un software fra i migliori del mercato ma che ha una serie di problemi accumulati nel tempo che stanno pesando molto.

1) NetApp ha due sistemi operativi per i suoi storage: uno per le versioni cluster e uno per le versioni non cluster (tutti e due sono la versione 7) questo fà si che molte funzionalità cambiano da sistema a sistema creando confusione negli utenti.

2) l’architettura di NetApp, pensata per fare NAS, è poco performante e scalabile quando si parla di blocchi (SAN), basti pensare che per scrivere un blocco sul disco rigido devo passare per FC, Volume sul WAFL (è un file che emula una LUN!), quindi WAFL – il file system di NetApp – e poi il disco rigido!!! e così vale anche per la lettura!!!.

cosa desiderano gli utenti di NetApp?

prima di tutto vorrebbero sapere il reale utilizzo degli SSD (ora relegati ad una scheda di cache chiamata modulo PAM o ad un accordo per avere un disco SSD dietro al loro virtualizzatore, :-D ) e poi la tanto sperata e discussa riunificazione delle diverse versioni 7 del sistema operativo nella mitica 8… arriverà mai? e poi? cosa porterà di così nuovo? speriamo una rivisitazione totale della architettura e una maggiore efficienza (se penso solo al fatto che l’utilizzabilità della capacità raw acquistata è nell’intorno del 40% ne hanno di lavoro da fare :-D )

rimane il grosso problema che la 8 potrebbe essere un passaggio molto grosso e, se radicalmente diversa, porterebbe grosse incompatibilità con il passato con costi molto importanti per chi deve migrare e chi deve far coesistere vecchio e nuovo… in bocca al lupo!

EMC

E’ l’azienda più grande al mondo che fà storage ed ha una risposta a tutto…. sempre più spesso risposte inadeguate ma comunque risposte: è “il singolo vendor” per lo storage, importante per le aziende grandi nella gestione di una economia generale, meno importante per chi deve avere sistemi efficienti e deve fare i conti con i costi di acquisizione/gestione.

Il DMX è un prodotto che ha dato tanto ma l’architettura deve essere rivista completamente. L’utilizzo degli SSD è quasi un affronto a questa tecnologia, il tiering non eiste (in una forma usabile), il thin provisioning è all’inizio (ma sembra a prezzi assurdi), poi comunque rimane il fatto che c’e’ una aspettativa per un DMX5 che rivoluzioni un pò le cose… tutti si chiedono cosa ci farà vedere quest’anno EMC visto che fino ad ora ha deluso!!!

La serie CX, rinnovata da poco per la quarta volta, non ha molto da dire: ok, supporta gli SSD ma a cosa servono in questo tipo di architettura? ok, ho il thin provisioning ma a quale prezzo? ok, ho una testa nas (oggetto aggiuntivo di cui EMC non è proprio il leader di mercato, ;-) ), manca una gestione facile dello storage, un sistema per fare il tuning facilmente, mancano le performance, manca il tiering automatico dei dati…. la lista sarebbe lunga ma mi fermo.

IBM

il DS8000 è morto (anche se ancora non lo sa e forse non lo sanno nemmeno i clienti), XIV è finto: lo dicono tutti a parte IBM, non lo dico io… forse un giorno riusciranno a spiegarci a cosa serve. la serie DS5000 (che IBM compra da LSI attraverso un accordo OEM) è una banale scatola di dischi con un controller RAID davanti (innovativo!!! 8-D ). Poi IBM rivende anche NetApp, come un qualsiasi altro rivenditore quando no trova un altro prodotto vendibile nel suo listino, :-(

Oltre alle pessime notizie di cui sopra c’e’ da dire che questi oggetti sono diversi in tutto: architettura, management, software, ecc. (regna la massima incompatibilità!!!!)

L’unico prodotto degno di nota è l’SVC… mi piace e può risolvere diversi problemi, ma non tutti… e poi costa molto (anche se adesso ne esiste una versione limitata per aziende più piccole).

Certo, IBM negli ultimi due anni ha fatto un bel pò di shopping in ambito storage (non tutto come XIV, ;-) ma se e quando queste tecnologie verranno integrate e in cosa non lo sappiamo. Diciamo la verità, oggi l’IBM ha molto poco da dire… infatti lo storage IBM lo comprano solo i clienti fedeli a IBM, 8-)

E per il 2009? non saprei c’e’ chi spera in un DS9000…. ma se/cosa/come farà non possiamo neanche immaginarlo e poi rimane il fatto che non c’e’ nulla di integrato con il resto dell’offerta…. ache scopo complicarsi la vita?

HP

Da un lato c’e’ la serie XP (sempre HDS) quindi nulla da dire, abbiamo già detto.

Dall’altra ci sono gli EVA.. per certi punti di vista interessanti ma all’idea non ha seguito una implementazione limpida e, se devo dirla tutta, è un pò come per l’IBM se il cliente è fedele compra HP senza guardarsi troppo intorno se invece si guarda intorno compra dell’altro… ci sarà un motivo!

onestamente non mi aspetto molto dall’HP quest’anno… :-(

Sun

Sun rivende HDS e LSI quindi valgono i discorsi fatti per l’USP e IBM serie DS5000… c’e’ poco da aggiungere, anzi nulla! :-(

L’unica cosa buone che ha fatto Sun nello storage sono i 7000. Prodotto immaturo per certi versi (manca la fibra e la famiglia dei prodotti non è completa) ma sicuramente interessante e innovativo. Sfrutta appieno le nuove tecnologie (es.: SSD), è basato su software open source e hardware standard, e prezzi interessanti. Il fatto che il core dei 7000 è Solaris mi fà ben sperare perchè c’è un grande fermento nello sviluppo delle funzionalità storage di Solaris!!!

Insomma quello che ci dobbiamo aspettare da Sun nel 2009 è uno sviluppo serio di questo prodotto, con annunci che ne amplino le funzionalità…. ci riuscirà????

Compellent

Quì le cose sono diverse: Compellent è nata 5 anni fà ed ha progettato/realizzato una architettura totalmente nuova su cui ha basato un prodotto decisamente innovativo con molte funzionalità eccellenti che danno risposte tangibili ai problemi di storage. (non potevo scriver di meglio!!! 8-) ).

In assoluto è un sistema eccellente che ha già dato prova da molti clienti italiani (tanti dei quali nostri, per fortuna!) dell’efficienza, scalabilità e semplicità d’uso (che si traducono poi in risparmi sensibili).

Quindi il prodotto già c’è e nel 2009 mi aspetto diverse cose interessanti: Live Volume (già annunciato, disponibile a breve), Versione 5 del prodotto, ancora maggiore scalabilità (già oggi 720TB), un aggiornamento della testa NAS, la cache con i blocchi a grandezza dinamica… poi ci saranno altre cosine interessanti ma di cui ancora non si sa molto (a maggio ci sarà il C-Drive e sarò più esaustivo)

Poi ci sono i vari Pillar/3Par/Dell-Equallogic: sono i concorrenti di Compellent… a vario titolo hanno prodotti interessanti che, più o meno, tentano di dare risposte ai problemi che abbiamo più volte evidenziato… in realtà, per la maggior parte di questi, non è necessario pensare al 2009 come ad un anno in cui speriamo esca qualche novità interessante… hanno già prodotti nuovi e innovativi ma da questi mi aspetto sicuramente nuove features…. (anche se inferiori a quelle di Comepllent, ovviamente 8-D ).

ES

PS: che post lungo! chissà se qualcuno è arrivato fino a qui!

     
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