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Do more with less

Il messaggio è chiaro: fare di più con meno.

E’ quanto sento ogni giorno dai clienti, la contrazione dei budget IT ha portato tutti a rivedere il modo di spendere e di utilizzare meglio ciò che si ha in casa. Le cose stanno cambiando e la crisi ci sta aiutando ad avere un atteggiamento più responsabile e a valutare meglio come risparmiare il più possibile mantenendo standard elevati o, in alcuni casi, migliorarli.

Cinetica ha sempre proposto soluzioni concrete attraverso analisi approfondite e realizzando soluzioni con il miglior rapporto prezzo/prestazioni. Dove per prezzo non si intende solo il valore di acquisto ma è anche il costo di gestione. Una volta, in molti, guardavano solo al TCA (Total Cost of Acquisition), ma ora, finalmente, i clienti stanno capendo che il TCA va sempre affiancato al TCO (Total Cost of Ownership).

Da quando siamo nati, nel 1996, abbiamo fatto scelte tecnologiche su prodotti innovativi e all’avanguardia senza preoccuparci tanto di aver scartato prodotti più facili da vendere perch√© hanno un marchio più consolidato o una base installata importante. Le nostre scelte sono sempre derivate dalla qualità, utilizzabilità, capacità di integrazione, facilità di implementazione e gestione, semplicità d’uso e via così….

Ora che le cose stanno cambiano sono contento delle scelte che abbiamo fatto nel passato, anche recente, e di come le stiamo portando avanti!

Sun, HDS, VMware, Compellent, DataDomain, Riverbed (e adesso stiamo pensando a Xsigo) hanno soluzioni che possono vantare dei TCO ottimi ma soprattutto dei ritorni di investimento molto rapidi e visibili da subito!

Qualche volta abbiamo fatto fatica a far capire il perchè di certe scelte ma ora i clienti valutano diversamente il TCA e il TCO e hanno capito il valore di soluzioni che risolvono i problemi invece che crearne di nuovi!

Valutare il TCO?

Fare una valutazione del TCO non è facile anche perch√©, in alcuni casi, è complicato valorizzare aspetti del lavoro che si andrà a fare.

Il TCO è composto di costi oggettivi e di costi “soggettivi”

I costi oggettivi sono facili da individuare e da dimostrare perch√© sono legati all’infrastruttura e sono, spesso, già noti:

  • il consumo di energia elettrica: oggi è uno degli aspetti più sentiti che, fra l’altro si porta dietro anche il discorso della climatizzazione;
  • lo spazio: è un problema non da poco… soprattutto nei grossi datacenter;
  • costi di manutenzione;
  • ….

I costi “soggettivi” sono più complicati da trovare e sono quelli più insidiosi.. soprattutto in aziende piccole perch√© sono legati al costo delle risorse umane:

  • chi fà cosa e per quanto tempo: amministrazione dello storage, dei sistemi, del network,della sicurezza!
  • consulenti: soluzioni complicate = consulenze costose;
  • costi derivati da fermi pianificati e non pianificati: quanto costano 4 ore di fermo durante la settimana?
  • costi per migrazioni, riconfigurazioni, ecc.
  • costi della formazione;
  • …..

Spesso, i clienti, non riescono a valutare il costo delle persone che lavorano all’interno dell’azienda e hanno difficoltà a capire di quanta consulenza avranno bisogno per portare avanti i progetti ed anche che queste, spesso poche, risorse possono diventare il collo di bottiglia per tutta una serie di attività… soprattutto se troppo stressate!!!

In ogni caso già i costi oggettivi hanno un peso importante che non è da sottovalutare anche se quelli soggettivi sono sicuramente i più rilevanti nel tempo: quanto costa assumere un sistemista senior perch√© quelli che ci sono non riescono più a star dietro alla mole di lavoro? magari complicata dall’ultima acquisizione di hardware? Magari hardware economico ma difficile da gestire!

Per abbattere i costi, soprattutto quelli oggettivi, ci sono diverse strade alcune delle quali si possono percorrere con poca difficoltà e direttamente nell’ambito strettamente IT:

  • razionalizzare
  • consolidare
  • virtualizzare

sono tutte e tre da percorre in parallelo e senza indugi, è necessario fare un un assessment preciso di quello che si ha, di come lo si usa e di come si potrebbe usarlo… non sono rari i casi in cui, dopo una analisi del genere, ci si ritrova in mano molto di più di quanto ci si aspettasse!

E

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Deduplication sullo storage primario

In questi ultimi giorni si sta parlando molto di deduplicare lo storage primario.

La deduplication è una tecnologia relativamente nuova sul mercato che permette di scrivere i dati/blocchi una sola volta e poi di indicizzare tutti i dati/blocchi identici al primo. il vantaggio è un grosso risparmio di spazio (soprattutto nei sistemi di backup) lo svantaggio sono la complessità degli algoritmi e la necessità di una notevole potenza di calcolo per ottenere performance valide.

La tecnologia, fino a poco fà, era usata solo per le VTL (Virtual Tapre Library) ma ora che i prodotti stanno maturando si stanno esplorando nuove vie.

L’implementazione più famosa è sicuramente quella di riverbed, che produce appliance per il networking con ottimi risultati e soddisfazione dei clienti (fra l’altro hanno annunciato anche loro che stanno lavorando ad un oggetto per la deduplicazione dello storage). Mentre un player di sicuro successo nel mondo delle VTL deduplicate è Datadomain.

Perchè deduplicare lo storage?

La risposta più facile è: perchè la maggioranza dei dati vengono acceduti poco o nulla e quindi si otterrebbe un grande incremento di spazio sul sistema.

Ne ho conferma, per l’ennesima volta, anche da un post su storagemojo che ho letto oggi.

Infatti il primo ad annunciare una cosa del genere è stato NetApp.. che, come tutti sappiamo, è costretta a vendere 2,5TB raw per ottenerne 1 utile!!!

C’è anche un problema: le performance! la prima cosa, banale, che mi viene in mente è il backup (pensa ad un backup full… significa leggere tutto il contenuto del disco e quindi una importante necessità di potenza di calcolo…. o performance vergognose).

Ma allora mi chiedo perchè non appoggiarsi su un sistema che, come Compellent, ha una utillizzabilità dello storage raw molto più alta e con la Data Progression ti dà un vantaggio ancora superiore? (scrivere i dati sempre su dischi veloci e spostamento automatico su dischi più lenti).

Alcune riflessioni:

  • Comprare 2,5 volte i dischi che ti servono significa anche spendere molto di più di corrente elettrica!!!
  • Sarà bene verificare con cura le performance di una funzionalità del genere prima di rischiare e verificare quando e come usarla.
  • Compellent ha già la tecnologia di deduplication on board… la usa in modo similare a Riverbed (sulle connessioni di rete lente per sopstare meno dati possibile) questo permette di usare linee lente per le copie remote dei dati (Diaster Recovery).

Il mio sogno è quello di avere la deduplication su una lun con Dataprogression… significherebbe abbattere ulteriormente i costi dei dati poco usati…. visto che già Compellent ha gli algoritmi per la dedup. network…. speriamo che gli ingegneri stiano lavorando in questo senso.

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