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RAID 6: ecco perchè.

Il RAID 6 è un meccanismo di protezione dei dischi più sicuro del RAID 5 ma ancora più lento in termini di prestazioni. Il RAID 5 non è più all’altezza della situazione, questo è ormai anni che lo sentiamo dire, ma ormai con i dischi dell’ultima generazione (1 e 2TB) e i prossimi (3TB di prossimo annuncio) è veramente troppo pericoloso!

Un RAID group formato da dischi SATA da 1TB/7200RPM ha un tempo di ricostruzione, su un array tradizionale, che può facilmente superare le 24 ore! Questo tempo si allungherà ulteriormente e le previsioni non sono rosee: con i dischi da 3TB sarà di circa 96 ore. Sempre, fra l’alto, che l’array abbia degli algoritmi di ricostruzione efficienti e le IOPS richieste sul front-end non siano eccessive. Quanto tempo ti puoi permettere di rimanere senza una adeguata protezione?

La soluzione ci sarebbe, si chiama RAID 6, ma questa crea un problema di performance non indifferente. Già il RAID 5 subisce quella che in gergo si chiama “write penalty”. La penalità è dovuta al fatto che, per ogni operazione di scrittura verso l’array, il controller deve prendere il blocco, dividerlo per la lunghezza dello stripe, calcolarne la parità e, infine, scrivere tutte le parti sui dischi. Tutte queste operazioni vengono spesso fatte con un controller hardware che, per quanto veloce, ha dei limiti che spesso rallentano comunque le performance globali del sistema. Il RAID 6 non deve calcolare una parità ma due e quindi questa operazione è ancora più onerosa.

Il RAID 5 o il RAID 6 vengono spesso preferiti quando ci sono pochi dati in scrittura e molti in lettura (es. web server), in questi casi i tempi di risposta sono ottimi (se il RAID group non è degradato) ma, per i DB e le applicazioni molto “write intensive” vengono preferite ancora oggi configurazioni in RAID 1.

Le implementazioni di RAID 6 sono le più disparate e alcune eliminano, almeno in parte, la write penalty. Alcuni vendor, infatti, hanno messo a punto alcune sofisticazioni che posso attenuare il peso del calcolo della doppia parità.

NetApp, ad esempio, ha implementato una sua versione di RAID 6 che si chiama RAID-DP. Il RAID-DP è una evoluzione del RAID 4 (altro sistema di protezione simile al RAID 5 sempre utilizzato negli array NetApp). Il RAID-DP non aggiunge molto a quanto già conosciuto in precedenza con il RAID 4 ma, distribuendo i blocchi scritti in maniera differente da quanto fatto con il RAID a singola parità (diagonalmente) si ottiene un meccanismo molto più resiliente. Inoltre, l’implementazione specifica di questo particolare tipo di RAID 6 permette dei tempi di ricostruzioni molto rapidi.

Compellent, ha invece un approccio diverso e basato sulla sua funzionalità principe: la data progression. Il RAID 6 ha una implementazione più tradizionale (quindi lenta in scrittura) ma i singoli blocchi vengono sempre scritti in RAID 10 e poi convertiti, in modo asincrono e in background. Anche questo approccio risulta molto efficiente e garantisce al cliente adeguata protezione e performance.

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Archeology or Technology?

On friday @plankers sent this Tweet:” 2.5″ 10k disk is as fast as a 3.5″ 15K disk. Did not know that, thanks @Compellent #TechFieldDay“! yes, it sound a little bit strange and it is inaccurate but twitter’s 140 chars limit doesn’t help to fully explain the whole story.

Simply put, this result is achieved positioning most accessed data on the outer tracks of the disks but, after this Tweet, a furious quarrel started about doubts some competing vendors raised. The discussion was closed by the storage anarchist and alextangent with twitts like: “the math (& observed reality) doesn’t support the mktg BS. BTW the BEST data placement is MIDDLE of platter” and   “mid-platter data placement well understood since winchester tech 1st appeared; 1970-80s!” …. But it’s not finished yet!

Well, they tried to do some unrealistic FUD stating that Compellent’s Fast track is based on wrong concepts and it doesn’t work!

A short prologue
Compellent has a software feature called Fast Track. This features is used, with success, by many Compellent customers to get more IOPS per disk! It works and satisfied customers can confirm this.
I wrote a lot on FT in the past and you can find articles in my blog by clicking hereherehere or searching “fast track” for a full list.
You can also find a nice and illuminating video about Fast Track on the Compellent’s website.

How is it possible?
It’ simple Compellent Storage Center is a next generation storage system and was architected less then 10 years ago (not in 80s o even in 70s!).
The Compellent architecture is not comparable to old generation (i.e.: clariion or V-Max) arrays because it redefines the basic concepts about how data blocks are stored and managed!  Comparing Compellent’s storage architecture to the EMC’s arrays architecture equals to compare Technology and Archeology!

When Barry and Alex say that they get the best performance from the array positioning most accessed data blocks on the middle of the disk they speak about technologies of the last century: (winchester disks: 40 years ago!), arrays (designed on archaic raid techniques) and very old algorithms (those you’ll likely find in the base foundation of old generation arrays)… so we must admit we are speaking about archeology surely not about nowdays technology!

The options are two: These guys are biased or they ignore how Compellent works (probably both).

Fast track works because it is integrated with data progression: a true Fully Automated Storage Tiering available since years, not a feature like EMC’s FASTv2 promised more than 1.5 years ago! You can’t expect automatic data placement optimization (like fast track) from companies that can’t offer a true Automtated Tiered Storage.

In vitro Vs. real life
We have studied and tested all the Compellent software features intensively before start to sell these systems in Italy two years ago and I can say that fast track works: we have a lot of documentation on this and we achieved more than 30% improvements after having enabled it on our system.
The world is not perfect and 30%, sometimes, drops down to 20 or even 15: it depends on the number of the hosts and the applications involved but this anyway means that you can buy up to 20% less disks!

Now, if I add my 20% to a 10/12% of 2,5″ Vs. 3,5″ (improvement in IOPS due to the less latency), I get more or less 30/32% improvement. That’s why a 10K/2,5″ disks “equals” a 15K/3,5″ IOPS!

Obviously I’m not telling you a 2.5″ 10k disk is as fast as a 3.5″ 15K disk. But we can say that the fastest tracks of a 10K RPM 2,5″ disk can give you the same average IOPS a 15K RPM 3,5″ disk can offer… If you can use them the right way.

Last, but not least, Barry where do EMC arrays write the most accessed data blocks? I hope automagically in the middle of the disk! Because a Compellent’s array can decide where to put most accessed data but I’m not sure Clariions and VMaxes can!

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EMC e Greenplum: la miglior difesa è l’attacco

Probabilmente  avete già letto dell’ultima acquisizione di EMC: Greenplum. Si possono già trovare decine di articoli in proposito (ne segnalo qualcuno: 1,2,3,4) e vorrei aggiungere anche un piccolo contributo.

Questa acquisizione, fra le altre, è un ulteriore passo nella strategia di EMC per trasformarsi da storage vendor ad azienda che fornisce prodotti di management e analisi di dati e informazioni (in inglese suonava meglio). Probabilmente, l’obiettivo finale è quello di battagliare con IBM, HP e Oracle sui servizi e il software più che sull’infrastruttura e per fare ciò stanno creando un portafoglio di soluzioni per gestire i processi che governano i dati più che i dati i dati stessi.

Devo anche aggiungere che EMC è si il leader mondiale delle vendite di storage ma la leadership tecnologica è fortemente minata dai nuovi produttori  (gli esempi più eclatanti vengono da aziende come CompellentNetApp3Par ). Questi vendor sono più piccoli ma stanno crescendo molto velocemente e con risultati molto superiori a quanto si registra normalmente sul mercato!

Dall’altra parte, EMC ha un terzo del mercato quindi, se qualcuno cresce più della media, è facile intuire a chi sta rubando i clienti. EMC sta perdendo perchè ha un sacco di prodotti ma mai i migliori e mai ben integrati fra di loro. Ecco perchè sta cercando di cambiare le regole del gioco, nei deal di solo storage sono perdenti in ogni caso: non avendo la miglior tecnologia, devono sempre decidere se perdere una vendita o tagliare sul prezzo per non perderla!

Tagliare i prezzi non è una gran strategia e non la puoi mantenere per lungo tempo (gli investitori sono li per vedere aumentare ricavi e guadagni) così la miglior strada da seguire per difendersi diventa attaccare… EMC non può difendersi dal punto di vista tecnologico (Vplex è l’ultimo esempio fallimentare, da considerarsi più un esperimento di scienza che un prodotto utilizzabile), molto meglio invece sfruttare la propria nomea per attaccare da un’altra parte e con strumenti nuovi.

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