200903240950.jpg Da qualche mese tutti parlano di Cloud Computing e analisti, fornitori e giornalisti non fanno altro che fornirci notizie, ogni giorno, su quanto sia bello e sia utile il cloud computing e come risolve tutti i problemi dell’informatica. 😀

Io vorrei capire meglio un pò di cose quindi scrivo questo post più per riorganizzare le idee che per altro.

Cosa è il cloud computing?

Ho preso la definizione da Wikipedia sperando di trovare una fonte attendibile e mi sembra di averla trovata:

Riporto precisamente senza tradurre: “Cloud computing is Internet (“cloud”) based development and use of computer technology (“computing”). It is a style of computing in which dynamically scalable and often virtualised resources are provided as a service over the Internet. Users need not have knowledge of, expertise in, or control over the technology infrastructure “in the cloud” that supports them”.

e ancora un secondo passo importante: “The concept incorporates infrastructure as a service (IaaS), platform as a service (PaaS) and software as a service (SaaS) as well as Web 2.0 and other recent (ca. 2007‚Äì2009) technology trends which have the common theme of reliance on the Internet for satisfying the computing needs of the users.”

e finisco con: “The term cloud is used as a metaphor for the Internet, based on how the Internet is depicted in computer network diagrams, and is an abstraction for the complex infrastructure it conceals.

Riassumendo: il cloud computing è un nuovo modello di computing che sfrutta le nuove tecnologie, infrastrutture e servizi su internet e che permette di ricevere dei servizi (in pratica applicazioni funzionanti con i tuoi dati) erogati da non si sa bene dove all’interno della nuvola.

Quindi?

In pratica si paga solo quello che si usa (in termini di potenza di calcolo, e spazio disco, licenze, ecc) appoggiandosi a qualcuno che gestisce in modo trasparente tutto il resto: infrastruttura, applicazioni, sicurezza, affidabilità, ecc, ecc.

Esistono, già da molto prima che il concetto fosse coniato, dei servizi erogati in questo modo.. un esempio? SalesForce.com o anche il più semplice Gmail o ancora Google Apps… ma ne esistono tanti altri.

Ora si va ancora più avanti con servizi di storage o anche di computing che però, in molti casi, sono sperimentali o per sviluppatori. L’idea è entusiasmante: prendo risorse, le uso e pago solo per quello che le uso senza preoccuparmi di dove sono e quanto sono complesse.

Peccato che questo entusiasmo si scontra con la realtà e con le esigenze delle aziende reali…. gli stessi fornitori, oggi, lo propongono agli sviluppatori e per progetti particolari ma non per le aziende…. il modello fà un pò troppa acqua.

Perchè dovrebbe essere la prossima onda?

Il fatto che il Cloud Computing sarà o meno la prossima onda è, in realtà, una speranza dei grandi vendor, analisti e tanti altri!

Già quando, dopo il mainframe e il PC è arrivata la terza onda, quella di Internet, ed è stata cavalcata poco e male da molti vendor (nessuno si ricorda il ritardo di Microsoft, IBM e tanti altri ad adottare internet come un modello su cui fare business?) in molti hanno iniziato a cercare la quarta onda ed essere il primo a cavalcarla per diventare il nuovo messia dell’informatica!!!! (alleluja! aggiungerei)

Peccato che:

La prima onda (Mainframe) ci ha messo 20 anni a raggiungere l’apice (dagli anni 70 alla fine degli anni 80).

La seconda (i PC) è partita nella metà degli anni 80 e ha raggiunto l’apice a metà degli anni 90.. (solo dieci anni!)

La terza onda (internet) è partita nella metà degli anni 90 e ha avuto la sua diffusione di massa all’inizio del 2000 (5 anni)

Ora, siamo sicuri che le onde non inizino a diventare troppe? sempre più spesso,sempre più rapide e sempre meno cavalcabili? soprattutto dai grandi, enti per definizione!

Infatti, ogni volta che si ipotizza una nuova onda, tutti i grandi corrono a comprare le piccole startup che hanno intuito dove è il filone dell’oro e, mentre cercano di capire cosa hanno comprato e come integrarlo a tutti gli altri prodotti/investimenti/tecnologie perdono l’onda stessa, le persone con le idee e ogni possibilità di vero business! 😀

Siamo sicuri, per esempio, che la telefonia cellulare (mobile computing) non sia stata una di queste onde? come anche il grid computing (dove è finito? sembrava lui la prossima onda un paio di anni fà!) o ancora tante altre tecnologie lungamente discusse per pochi mesi e poi abbandonate, lasciate a vivere il loro normale sviluppo e integrazione con altre tecnologie….

Il modello cloud computing ha dei buchi!

Ops! da qualche tempo si parla di private cloud… come private cloud, non era un modello basato su internet?

Dove si trova questa nuvola privata? in azienda!!!! quindi è intranet? quindi qualcuno la deve gestire?

In effetti è una forzatura bella e buona e serve per giustificare alle aziende un modello che di suo non sta in piedi: dove le metto le applicazioni legacy (la stragrande maggioranza), perchè mi devo fidare di un altro per il miei dati? Che sicurezza, reale o presunta, ho di avere la scalabilità di cui ho bisogno , quando ho bisogno ? chi mi garantisce le personalizzazioni di cui ho bisogno per il mio business? e potrei continuare per ore!

Ah! un’altra cosa: gli SLA (Service Level Agreement) non fanno parte del Cloud Computing, perchè come fai a garantire le latenze della rete? come fai a garantire di ripartire in caso di Disastro, come fai a garantire qualsivoglia richiesta del software (una particolare patch, configurazione) o quant’altro?

Alla fine di tutto questo discorso?

Il Cloud computing è una realtà che forse crescerà ma come sarà adottata e quanto profondamente è difficile dirlo.

Io so solo che è una settimana che cerco un servizio di Cloud Computing e alla fine ho dovuto comprare un server e metterlo da un provider con tutto quello che mi serviva… forse è solo troppo presto o forse è solo tutta fuffa. 🙁

Peccato, adesso che ci penso, io ho smesso di andare in surf qualche hanno fà.