Oggi, dopo tanti post scritti su questo blog, ci è venuto un dubbio… Saremo del tutto chiari,

o a volte abbiamo dato per scontate alcune nostre conoscenze pregresse, che tanto scontate non sono?

A scanso di equivoci, ecco una piccola lista di termini, che spesso utilizziamo nei nostri articoli, con la relativa spiegazione.

Divido la lista in due parti, una con elementi più basilari (che probabilmente i più conosceranno…) ed una con termini più avanzati.

Prima parte

Raid

Un sistema che consente di distribuire i dati su un numero di dischi, da 2 in su, ottenendo un aumento di velocità (rispetto ad un disco singolo) ed una ridondanza dei dati che permette la rottura di uno o più dischi senza interrompere l’accesso ai dati. L’insieme dei dischi coinvolti nel sistema RAID viene denominata appunto RAID Group.

LUN (Logical Unit Number) o Volume

Una partizione di un RAID Group all’interno di uno storage. I due termini sono generalmente utilizzati come sinonimi. In parole povere è una fetta di spazio esposta verso i server che la devono utilizzare.

SAN (Storage Area Network)

Consiste in una rete di comunicazione verso uno o più storage che consente l’accesso ai dati da parte degli host collegati a tale rete. Il trasferimento dei dati avviene principalmente tramite tecnologie FC e iSCSI.

HBA (Host Bus Adapter)

Si tratta di una scheda che viene installata a bordo di un server (Host) e permette a quest’ultimo la connessione alla storage area network sia essa FC o iSCSI.

FC (Fibre Channel) e iSCSI

Sono le due tecnologie più utilizzate per il trasporto dei dati negli storage moderni. Nel primo caso (FC) le comunicazioni passano attraverso cavi in fibra ottica e nella SAN sono necessari switch per il protocollo FC e dal lato host delle HBA FC. Nel secondo caso, l’iSCSI, trasporta i  dati su normali cavi Ethernet attraverso il protocollo IP.

CNA (Converged Network Adapter)

Si tratta di schede con adattatori (prese) ethernet che supportano il protocollo FCoE (FC over ethernet), oltre al traffico TCP/IP (anche iSCSI). Tali adattatori possono essere embedded su server o montati tramite scheda aggiuntiva.

Seconda parte

Wide Striping

E’ la caratteristica che indica l’utilizzo di un Raid Group diverso da quello classico (statico), permettendo di coinvolgere tutti i dischi di uno storage (o anche una parte) sotto un unico raggruppamento flessibile, all’interno del quale potrò gestire diversi tipi di raid a seconda della necessità di ogni LUN. Il raggruppamento di dischi è estensibile, basterà aggiungere i dischi al sistema e otterremo un incremento di spazio e anche di velocità.

Thin Provisioning

Consiste nel mostrare agli host lo spazio disco di cui hanno bisogno pur non utilizzando più spazio di quello effettivamente scritto.

Banalmente una lun da 1000GB mappata ad un host che ne utilizza solo 50 occuperà a livello dello storage, solo 50GB. Potremo in questo modo risparmiare sul numero dei dischi da acquistare, sapendo che all’occorrenza ne potremo aggiungere altri a caldo.

Deduplication

Negli storage di nuova generazione è possibile risparmiare spazio su disco eliminando i blocchi ridondati. In pratica i blocchi identici all’interno di un volume vengono ridotti ad uno soltanto.

Snapshot

E’ l’immagine di un volume fermata in un determinato momento.

Di solito tale imagine viene poi montata read-only per backup o Disaster Recovery del suddetto volume.

Tiered Storage

Si intende la possibilità di avere più livelli di velocità per l’accesso ai dati. Più semplicemente se ho dischi di diversa velocità (FC piuttosto che SAS piuttosto che SATA, magari SSD!) potrò far risiedere i miei dati in posti differenti a seconda della performance richiesta. Alcuni Storage moderni permettono la migrazione dei dati da un livello all’altro in maniera automatica, in base al numero di accessi effettuati. Ad essere migrati possono essere i singoli file, le lun o come nel caso di Compellent, i singoli blocchi, i quali, se non acceduti per tanto tempo, verranno spostati su supporti più lenti, mentre al contrario i più utilizzati potranno arrivare ai dischi più veloci e magari, nelle implementazioni più performanti, alla parte di disco più veloce (tracce esterne). Risulta evidente che ne deriva una ottimizzazione delle risorse (non ho più bisogno di avere tanti dischi veloci/costosi) ed un guadagno di performance.

Boot from SAN

Consiste nella possibilità di installare il sistema operativo di un server direttamente su un volume contenuto in una SAN (Storage Area Network) collegata in FC o iSCSI ed esguire il boot da quest’ultima. Potremo in questo modo avere host senza dischi interni con notevoli vantaggi. In primis, in caso di danni gravi alla macchina server, sarà sufficiente sostituirla con una simile e il sistema potrà ritornare in funzione in pochi minuti (non dobbiamo riinstallare nulla!). Secondo, possiamo in certi casi godere di un incremento della velocità, se i dischi del nostro storage sono più veloci di quelli interni (difficilmente troviamo su un host dischi interni FC a 15k giri in stripe 🙂 ). Infine, mano al portafoglio, se possediamo già una SAN, possiamo risparmiare i soldi di dischi interni e schede raid aggiuntive (al massimo dovremo acquistare una HBA).

Spero di aver chiarito qualche concetto per rendere più semplici le vostre letture future.

Ciao.

Dario